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15 dicembre 2021

Una manovra da cambiare

Marco Togna
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Guida sintetica alla lettura dei principali quotidiani italiani. Con uno sguardo particolare riservato al lavoro e al sindacato

Lo sciopero generale di giovedì 16 dicembre, la quarantena decretata per i non vaccinati in arrivo in Italia, la crescita del numero dei contagi e la proroga fino a marzo dello stato d’emergenza: questi i temi che dominano le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali di oggi (mercoledì 15 dicembre).

“Frontiere chiuse ai no vax. Quarantena per chi arriva dalla Ue. Test ai vaccinati, l’ira di Bruxelles. Pfizer: la pillola ridurrà i morti dell’80%. Ieri 120 vittime. Super green pass prorogato al 31 marzo” titola il Corriere della Sera, mentre Repubblica apre con “L'Italia si blinda, ira Ue. Quarantena per i non vaccinati che arrivano nel nostro Paese e tampone per gli immunizzati. Bruxelles: Roma chiarisca. Resta lo stato d'emergenza. Obbligo vaccino per personale della scuola, militari e polizia: niente armi agli agenti no vax. La pandemia colpisce le culle, calo di 20mila nati. Dato mai così basso”.

Il Messaggero titola “L’Italia: tamponi alle frontiere, ma l'Europa non è d'accordo. La corsa dei contagi oltreconfine spinge il governo: ordinanza fino a gennaio. E torna anche la quarantena. Bruxelles irritata. Omicron, vaccino a settembre”, sulla Stampa si legge: “Figliuolo: ‘Natale sicuro, ecco il piano’. Intervista al generale nominato alla guida del Covi: siamo pronti a immunizzare entrando casa per casa. Stretta sugli arrivi in Italia, la Ue protesta: Roma spieghi. Caso Goracci, le scuse del premier romeno”.

Il Giornale lancia “Prolungato fino a marzo: stato d'emergenza su tutto, tranne che sulle tasse. I contagi continuano a salire, il Consiglio dei ministri approva le nuove misure. Tamponi per i vaccinati che arrivano dalla Ue, in quarantena chi è senza siero. Ma non c’è la deroga sulle cartelle esattoriali”. E così Libero: “Immigrazione: con Salvini meno morti che con la Lamorgese. Già a novembre superato il numero di vittime in mare dell’intero 2019, quando il leghista era al Viminale e la sinistra frignava per i porti chiusi”.

Questa l’apertura del Fatto Quotidiano: “Salvati Renzi & Cesaro, Il M5S tenta il suicidio. Impunità: 5S (e Pd) si astengono. Conte: ‘In Aula diremo no’. Giunta del Senato: il centrodestra 2.0 (compresa Iv) vota per trascinare alla Consulta i pm di Open e nega ai giudici il via libera all’arresto di Giggino a’ purpetta, accusato di camorra”. 

“No pass lo straniero”, così titola il Manifesto su una grande foto di una bandiera della Ue dietro un filo spinato: “Con la scusa della pandemia e della crisi in corso da mesi al confine tra Polonia e Bielorussia, Bruxelles cambia il codice Schengen per fermare in realtà i movimenti dei migranti all’interno dell’Unione europea. E con l’occasione propone misure più restrittive, anche sul diritto d’asilo”. Infine, il Sole 24 Ore: “Boom dei mutui casa agli under 36. I giovani trainano il mercato grazie alla garanzia statale prevista dal DI Sostegni bis. Nel 2021 oltre 46mila prestiti agevolati: il 66% di quelli erogati dal Fondo prima casa”.

Verso lo sciopero generale
“Lo sciopero proclamato da Cgil e Uil è per cambiare la manovra. Ma non è la fine, è l'avvio di un percorso”. Così il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, nell’intervista rilasciata nella serata di martedì 14 a Sky Tg24, precisando che “le piazze saranno piene: c’è una domanda di partecipazione, un malcontento, un'insoddisfazione cui va data risposta”. I settori che più direttamente saranno coinvolti “sono industria e servizi: i ritorni che abbiamo dalle assemblee fatte indicano un'adesione positiva perché troviamo consenso alle ragioni”.

Landini evidenzia che la finanziaria “disegna una riforma del fisco di cui non abbiamo bisogno”. La Cgil aveva chiesto “che questi primi 8 miliardi a disposizione del fisco andassero a lavoratori dipendenti e pensionati, soprattutto a partire dai redditi più bassi: l'85% dei lavoratori e l'87% dei pensionati del nostro Paese ha un reddito che non arriva a 35 mila euro. Ma questo primo intervento, invece, dà risorse maggiori a chi ha redditi maggiori, in una situazione in cui la pandemia ha aumentato le disuguaglianze”.

Sempre sullo stesso tema, il segretario generale della Cgil sottolinea che la finanziaria “non affronta una vera lotta all'evasione fiscale, né il tema della tassazione delle rendite finanziarie”. Da ultimo, la riforma fiscale del governo è sbagliata “perché il problema non è ridurre le aliquote, ma allargare la base imponibile. Noi avevamo chiesto che si agisse sulla decontribuzione per i lavoratori e sulle detrazioni in modo da aumentare il netto in busta paga in maniera molto più consistente di quello che è stato fatto”.

Nell’intervista il leader sindacale ha parlato anche delle pensioni. “Noi abbiamo posto due temi”, spiega: “Il primo è che si agisse già su questa legge di bilancio. Ad esempio, siccome sono stati allargati i lavori gravosi, non è accettabile che quelli che hanno cominciato a lavorare prima dei 20 anni non possano essere considerate, anche se non fanno lavori gravosi, persone che possono anticipare l'uscita pensionistica. E poi bisognerebbe affrontare la questione tema dei contributi delle donne e dell’accesso all'Ape sociale”.

Il secondo tema è l’avvio di una vera riforma delle pensioni. “La legge Fornero non va bene”, conclude Landini, indicando la necessità di “introdurre una pensione di garanzia per i giovani e un sistema flessibile d'uscita, di riconoscere che i lavori non sono tutti uguali e che le donne hanno pagato un prezzo troppo ampio, quindi devono avere riconosciute anche le loro differenze”.

“Attacco squadrista allo sciopero”: questo il titolo della lunga intervista al segretario generale della Uil Pierpaolo Bombardieri pubblicata oggi sul Manifesto. “Quando in un Paese viene attaccato un diritto costituzionale come quello di sciopero, sono molto preoccupato”, spiega: “Non si tratta di critiche, ma di un attacco ad alzo zero, quasi squadrista. Ci vorrebbe più rispetto per chi paga di tasca propria, rinunciando alla giornata, su stipendi già bassi. Il conflitto sociale fa parte del confronto democratico e della storia della nostra Repubblica”. Uno sciopero che vedrà un’alta adesione: “Abbiamo richieste di partecipazione per la piazza di Roma superiori alle attese e ottimi segnali anche per Milano, Cagliari, Palermo e Bari”.

La decisione dello sciopero “è venuta dopo il giro per l'Italia fatto con la mobilitazione unitaria con Cgil e Cisl. Lo sciopero è la risposta all'esigenza percepita fra i nostri iscritti e dalle tantissime persone incontrate in piazza e in assemblea. Incontri che mi hanno toccato il cuore: i pensionati che non ce la fanno ad arrivare a fine mese, lavoratori cui la cassa integrazione sta scadendo, i giovani avvocati che mandano 50 curriculum senza avere risposta, i giovani ingegneri che lavorano in stage da 300 euro, i lavoratori di Air Italy, i lavoratori delle palestre pagati 5 euro l'ora”.

Per il leader sindacale siamo “un Paese cloroformizzato dal pensiero unico che tutto va bene, che non riconosce che il 6% di aumento di Pil è solo un rimbalzo, dove le multinazionali continuano a scappare”. In questa situazione, Cgil e Uil vogliono “aprire una breccia e dare voce a chi non ce l'ha e ha pagato la pandemia. Avvertendo governo e politica che non va tutto bene, che c'è un problema che riguarda tanta parte del Paese”.

Sulla manovra finanziaria, Bombardieri si dice contrario “al condono delle cartelle esattoriali e ci chiediamo se sia giusto che il bonus 110% valga anche per chi ristruttura ville. Solo da noi sono stati dati 170 miliardi alle imprese senza alcuna condizionalità, anche a chi ha sede nei paradisi fiscali. In tutti gli altri Paesi europei, durante la pandemia, i soldi alle imprese sono stati legati a impegni su occupazione e rispetto dell'ambiente”.

Bombardieri apprezza la convocazione a Palazzo Chigi per lunedì prossimo sul tema delle pensioni (“è arrivata a due giorni dallo sciopero, questo mi fa pensare che sia dovuta proprio alla nostra mobilitazione”), ma rileva che “il governo aveva promesso di convocarci due volte sulle pensioni: una per discutere di come allargare gli interventi previdenziali in manovra per soli 600 milioni e una per cominciare la trattativa su una modifica strutturale della Fornero. Siamo stati convocati solo sulla seconda e la promessa era che la convocazione arrivasse a inizio dicembre. Quindi il dialogo con il governo prosegue, ma servono risposte molto diverse da parte loro”.

“È necessario modificare la manovra di bilancio, a partire dal fisco. È un errore distribuire maggiori risorse ai redditi più alti”. Parte da questa considerazione la riflessione del segretario generale della Cgil Lombardia Alessandro Pagano pubblicata oggi sul Giorno. “Lo sciopero generale di giovedì 16 dicembre – spiega l’esponente sindacale – vuole mettere di nuovo al centro il punto di vista dei lavoratori e dei pensionati. Un punto di vista fondamentale per orientare le decisioni di un governo che non sta ascoltando i bisogni delle persone, a partire da quelle più disagiate”.

Commentando i contenuti della manovra, per Pagano “bisogna sostenere i redditi medio bassi e tornare a investire su sanità pubblica, scuola e istruzione”. E occorre intervenire “sulla precarietà, che solo quest'anno ha contraddistinto l'80% delle assunzioni”, prevedendo “formazione e prospettiva di stabilità, soprattutto per chi oggi è più penalizzato: giovani e donne”. Nella finanziaria, inoltre, mancano “una seria lotta all'evasione (…) il decreto contro le delocalizzazioni (…) il varo della legge sulla non autosufficienza che riguarda 3,5 milioni di persone”. Infine, le pensioni: “È arrivata solo due giorni fa la convocazione per il 20 dicembre e non è ancora chiaro quale spazio negoziale si aprirà”.

Per il segretario generale della Cgil Lombardia “continuare a imporre intese già definite tra i partiti significa uccidere le parti sociali. La nostra piattaforma unitaria è nota da tempo al governo e alla maggioranza che lo sostiene”. Cgil e Uil, dunque, scioperano e tornano in piazza “per riaffermare le richieste mai accolte, sotto lo slogan ‘Insieme per la giustizia’. È giusto dar vita a un nuovo modello, economico e sociale, in cui venga finalmente riconosciuto il contributo fondamentale che il mondo del lavoro ha portato anche in questa pandemia”.

La Cgil
L’apertura di Collettiva è dedicata allo sciopero generale del 16 dicembre, con il videoappello del segretario generale Cgil Maurizio Landini e l’intervista al segretario confederale Cgil Roberto Ghiselli sule tema delle pensioni, cui seguono le videodichiarazioni dei cinque segretari generali delle Camere del lavoro dove si svolgeranno le manifestazioni: Roma (Michele Azzola), Milano (Massimo Bonini), Bari (Gigia Bucci), Palermo (Mario Ridulfo) e Cagliari (Carmelo Farci).

Da non perdere sono il videoappello dei segretari confederali Cgil, il podcast del segretario generale Cgil Maurizio Landini che spiega le ragioni della mobilitazione (che potete trovare in forma scritta qui), la diretta della conferenza stampa dei segretari generali di Cgil (Maurizio Landini) e Uil (Pierpaolo Bombardieri).

Da leggere sono le interviste alla vicesegretaria generale della Cgil Gianna Fracassi e ai segretari confederali Cgil Rossana Dettori (su sanità e non autosufficienza), Giuseppe Massafra (su giovani e Mezzogiorno), Emilio Miceli (su politiche industriali e delocalizzazioni) e Tania Scacchetti (su mercato del lavoro e occupazione).

Da segnalare anche le opinioni dei segretari generali delle categorie Cgil: Filcams (Maria Grazia Gabrielli), Filctem (Marco Falcinelli), Fillea (Alessandro Genovesi), Filt (Stefano Malorgio), Fiom (Francesca Re David), Fisac (Nino Baseotto), Flai (Giovanni Mininni), Flc (Francesco Sinopoli), Fp (Serena Sorrentino), Nidil (Andrea Borghesi), Spi (Ivan Pedretti) e Inca (Michele Pagliaro).

Per la rubrica Buona Memoria, la morte del ferroviere anarchico Giuseppe Pinelli.

L’agenda degli appuntamenti
Per il quadro completo di tutti gli appuntamenti Cgil, vedi l’agenda di Collettiva.