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Buona Memoria

La rottura

L'eresia di Rossana Rossanda e del suo manifesto

L'eresia di Rossana Rossanda e del suo manifesto
Ilaria Romeo

"Pubblicavamo un mensile di cultura politica che al primo numero aveva venduto oltre cinquantamila copie, (...) ci era stato chiesto di chiuderlo o modificarne la direzione, e avevamo rifiutato". Così la ragazza del secolo scorso raccontava perché il 27 novembre 1969 era stata radiata dal Pci insieme al gruppo che aveva fondato il Manifesto

La storia del 25 novembre e delle sorelle Mirabal uccise perché libere

La data

La storia del 25 novembre e delle sorelle Mirabal uccise perché libere

Ilaria Romeo

Repubblica Dominicana. 25 novembre 1960. La jeep su cui viaggiano Minerva, Patria e Maria Teresa con l'inganno di poter rivedere i propri mariti, prigionieri politici, subisce un'imboscata da parte dei servizi segreti del regime di Rafael Leonidas Trujillo. Le donne vengono malmenate, violentate, strangolate e gettate in un fosso, nel tentativo di far sembrare la loro morte un incidente. È anche in ricordo di quel triplice femminicidio che il 25 novembre di ogni anno è dedicato all'eliminazione della violenza contro le donne

Argentina Bonetti Altobelli, madre terra

La storia

Argentina Bonetti Altobelli, madre terra

Ilaria Romeo

Esattamente 120 anni fa nasceva Federterra, il primo sindacato che si organizzò per rappresentare uomini e donne che lavoravano nelle campagne. Fu anche il primo che ebbe il coraggio di eleggere come segretaria una donna. Lo fece quattro anni più tardi con Argentina Bonetti Altobelli. "lei era lì, presente in questo primo spazio istituzionale dove nacque la concertazione, le prime leggi sociali e le garanzie sul lavoro"

La razza italiana

La legge

La razza italiana

Ilaria Romeo

Il 17 novembre 1938, XVII dell'era fascista, Vittorio Emanuele III di Savoia, re d'Italia e imperatore d'Etiopia, firma il Regio decreto-legge n. 1728, recante Provvedimenti per la difesa della razza italiana. Alla firma di Vittorio Emanuele, seguono quelle di Mussolini dei ministri Galeazzo Ciano, Paolo Thaon di Revel, Ferruccio Lantini, del guardasigilli Arrigo Solmi. “Non fu tanto la cattiveria, la crudeltà, l'antisemitismo o tutto il peggio che vogliamo dire che portarono ad Auschwitz - diceva qualche anno fa la senatrice a vita Liliana Segre - Fu l'indifferenza, quel voltare la faccia dall'altra parte, quel dire: “basta con questi ebrei, ma cosa ce ne importa, non succede a noi” (…) L'indifferenza racchiude la chiave per comprendere la ragione del male, perché quando credi che una cosa non ti tocchi, non ti riguardi, allora non c'è limite all'orrore. L'indifferente è complice. Complice dei misfatti peggiori”

Un fascista a capo del governo: «Il parlamento è morto»

Le parole

Un fascista a capo del governo: «Il parlamento è morto»

Ilaria Romeo

Il primo discorso di Mussolini alla Camera passò alla storia come "il discorso del bivacco": "Potevo fare di questa Aula sorda e grigia un bivacco di manipoli - disse -: potevo sprangare il Parlamento e costituire un governo esclusivamente di fascisti. Potevo: ma non ho, almeno in questo primo tempo, voluto". Durissima la reazione del socialista Turati che denunciò la violenza del nuovo regime e, allo stesso tempo, il silenzio dei colleghi: "Una Camera di morti, di imbalsamati"

«Io so»: il coraggio intellettuale di Pier Paolo Pasolini

Lo scrittore

«Io so»: il coraggio intellettuale di Pier Paolo Pasolini

Ilaria Romeo

Sei mesi dopo la strage di Brescia Pasolini pubblica un corsivo dirompente sulle pagine del Corriere della Sera: "Io so i nomi dei responsabili di quello che viene chiamato 'golpe' (e che in realtà è una serie di 'golpe' istituitasi a sistema di protezione del potere). Io so i nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969. Io so i nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974. Io so i nomi del 'vertice' che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di 'golpe', sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli 'ignoti' autori materiali delle stragi più recenti"

L'impegno di Bruno Trentin: rinnovare il sindacato

Il personaggio

L'impegno di Bruno Trentin: rinnovare il sindacato

Ilaria Romeo

L'11 novembre del 1993 si chiude a Roma la quarta Conferenza di organizzazione della Cgil all'insegna del rinnovamento. Un anno più tardi, a Chianciano, Trentin lascerà la guida della Confederazione con un messaggio emblematico. La Cgil - dirà - è "un sindacato di donne e di uomini che si interroga sempre sulle proprie scelte e anche sui propri errori, che cerca di apprendere dagli altri per trovare tutte le energie che gli consentano di decidere, di agire, ma anche di continuare a rinnovarsi, di dimostrare con i fatti la sua capacità di cambiare e di aprirsi a tutte le esperienze vitali e a tutti i fenomeni di democrazia che covano ora e che covano sempre nel mondo dei lavoratori”

Concetto Marchesi ai giovani: «Risorgete e liberatevi da quell'ignominia chiamata fascismo»

L'appello

Concetto Marchesi ai giovani: «Risorgete e liberatevi da quell'ignominia chiamata fascismo»

Ilaria Romeo

È il 1943. Il Rettore dell'università di Padova è tra i fondatori del Comitato di Liberazione nazionale Veneto. Lo organizza clandestinamente dentro la sede dell'ateneo e quando inaugura l'anno accademico lancia un appello ai suoi studenti: "traditi dalla frode, dalla violenza, dall'ignavia, dalla servilità criminosa, voi insieme con la gioventù operaia e contadina, dovete rifare la storia dell'Italia e costituire il popolo italiano"

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