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14 ottobre 2021

Green pass, rischio paralisi nei trasporti

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Guida sintetica alla lettura dei principali quotidiani italiani. Con uno sguardo particolare riservato al lavoro e al sindacato

L’imminente ingresso dell’obbligo del green pass per i lavoratori, il rischio della paralisi per i settori portuale e trasporti, l’informativa in Parlamento del ministro dell’Interno Lamorgese sull’assalto alla sede Cgil: questi i temi che dominano le prime pagine dei maggiori quotidiani nazionali di oggi (giovedì 14 ottobre).

“Green pass ad alta tensione. Porti e Tir: rischio blocco. Meloni attacca Lamorgese. Salvini a Draghi: pacificare il Paese. Il Viminale: divieti ed esercito per le prossime manifestazioni. Certificazioni verdi: i nodi per colf, badanti e tassisti” titola il Corriere della Sera, mentre Repubblica apre con “La minaccia dei No pass: bloccheremo il Paese. Domani scatta l’obbligo del lasciapassare e in molti settori si rischia la paralisi: tir fermi, porti chiusi, trasporti in crisi. Ma Draghi conferma la linea della fermezza: niente tamponi gratuiti. Scontro alla Camera tra Lamorgese e Meloni”.

Sulla Stampa si legge: “Green pass, Italia a rischio paralisi. Molti settori in agitazione per il certificato: dai porti agli autotrasporti, stop a chi è vaccinato con Sputnik. Scontro Lamorgese-Meloni. La ministra: evitati incidenti peggiori. La leader di FdI: strategia della tensione”. Tema analogo per il Messaggero: “Pass, protesta di porti e tir, ma il governo non si ferma. La minaccia di camalli e autisti: ‘Blocchiamo tutto’. Import-export sotto scacco. Il premier resiste: ‘Non paghiamo i tamponi’. Salvini: guidi la pacificazione”.

“Fossa comune”, titola il Manifesto su una grande foto di cadaveri recuperati in mare: “Le immagini choc del naufragio al largo della Libia. I corpi senza vita dei migranti ammassati su una barca. A Tripoli dodicesimo giorno di protesta di migliaia di profughi davanti alla sede dell’Unhcr: chiedono di essere trasferiti in un paese sicuro. Ucciso un ragazzo sudanese”.

Il Giornale lancia “Guerra al green pass: rischiamo il lockdown per gli scioperi no vax. La protesta dei portuali si allarga ai camionisti e domani può bloccare il Paese (proprio mentre l’economia riparte)”. E così Libero: “L’assalto alla Cgil: la Lamorgese sapeva ma ha lasciato fare. Il ministro alla Camera ammette: non abbiamo arrestato il responsabile dell’aggressione alla sede sindacale per non creare ulteriori problemi. Meloni replica: scontri cercati, è strategia della tensione”.

Questa l’apertura del Fatto Quotidiano: “Dopo la crepa sui porti il governo va allo scontro. I Green Pazzi dritti verso il venerdì nero. Rischio di paralisi da domani. Portuali e autotrasportatori bloccano le attività. Disagi in vista pure per autobus, treni, agricoltura. E nelle questure un agente su 5 non è vaccinato”. Infine, il Sole 24 Ore: “Green pass, allarme autotrasporto. Imprese: salta il vincolo delle 48 ore. Le regole anti-Covid: scatta domani l'obbligo sui luoghi di lavoro, via ai controlli in azienda. Settore logistico in difficoltà. Le Regioni a Draghi: rischio di una corsa al tampone”.

Le interviste
“Quello dei trasporti è un sistema fragile, il governo non l'ha capito”: questo il titolo dell’intervista al segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio, pubblicata oggi sul Manifesto. “Il sistema dei trasporti è fragile, a tal punto che, in tempi non sospetti, avevamo chiesto che fosse inserito ai primi posti nella campagna vaccinale”, spiega l’esponente sindacale: “Anche una piccola percentuale di addetti non vaccinati, parliamo del 6-8%, ma operativi, rischia di mettere in default l'intero comparto”. E poi non si è ancora trovata una soluzione per gli addetti che vengono dall'estero: “Si va dagli autotrasportatori dell'Est europeo che non sono vaccinati o lo sono con lo Sputnik che la Ue non riconosce, ai marittimi con vaccino cinese o privi anche loro di vaccinazione”.

Riguardo l'utilizzo del green pass per poter accedere al lavoro, Malorgio rileva la necessità di capire “se sta funzionando o meno la misura della sospensione delle proprie funzioni e dello stipendio. La mia impressione è che non si sia preparato a sufficienza il terreno, e quindi oggi si devono rincorrere gli eventi”. Per giunta, aggiunge il segretario generale Filt, il sindacato “non ha avuto alcun ruolo - e questo ci mette in una posizione non facile - nella preparazione del decreto governativo che ha dato alle imprese i compiti di controllo”.

Malorgio interviene anche sulla circolare del Viminale di martedì che "invitava" solo le imprese del settore portuale a offrire gratis i tamponi. “Un elemento di disparità e di disuguaglianza”, questo il giudizio. “Con due difetti: non considerare la complessità del settore, escludendo ad esempio l'autotrasporto, e non considerare l'elemento ideologico del ‘no’ al green pass”. Per questo, conclude l’esponente sindacale, abbiamo “risposto unitariamente, chiedendo l'estensione all'intero settore dell’invito alle aziende a fornire i tamponi gratuitamente. In definitiva, credo che questa volta il governo non abbia colto la complessità del sistema dei trasporti e della logistica sul tema dell'accesso al lavoro con il green pass”.

“Il green pass non deve discriminare nessuno, ma mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità”: inizia così l’intervista al segretario generale della Fim Cisl Roberto Benaglia, pubblicata oggi sul Dubbio. “L'attacco squadrista alla sede della Cgil è inaccettabile ed è un campanello d'allarme per eventuali derive antidemocratiche”, argomenta il leader dei metalmeccanici Cisl: “Il sindacato è stato un baluardo per la tenuta sociale nelle fabbriche in un momento come la pandemia, in cui il lavoro ha pagato un prezzo altissimo. La mobilitazione di sabato serve a riaffermare il valore del sindacato, oltre a dire che l'attacco contro la Cgil non è stato un attacco contro un sindacato, ma contro la libertà”.

Riguardo le eventuali responsabilità del sindacato in un questo momento di alta tensione, per Benaglia “la nostra responsabilità più grande è metterci la faccia nel dare risposte a persone che ora sono disorientate”. Il segretario generale della Fim Cisl evidenzia che “il sindacato c'è e non parla con i tweet. Sta nelle fabbriche, tra la gente e si occupa tutti i giorni di aumentare la sicurezza nei luoghi di lavoro, anche grazie al green pass”.

Benaglia interviene anche sui possibili disagi che si registreranno da domani con l’obbligo del certificato verde: “I disagi ci sono, parliamo di una misura che interessa centinaia di migliaia di imprese e venti milioni di lavoratori. I quali, per l'80 per cento, fortunatamente sono già vaccinati. Il green pass non deve discriminare nessuno, ma mettere tutti di fronte alle proprie responsabilità”. E sulla protesta a oltranza dei portuali di Trieste, così conclude: “Il governo deve parlare con una voce chiara e univoca, e deve prendersi la responsabilità di gestire i suoi provvedimenti. Noi stiamo dialogando con molte imprese, ma è chiaro che domani non sarà il giorno del giudizio. Occorre gestire con sobrietà la situazione cercando di evitare divisioni tra i lavoratori”.

Gli editoriali
“No green pass, sbrigativo dire: solo neofascisti”: così il titolo della riflessione del sociologo Renato Mannheimer e del politologo Pasquale Pasquino, pubblicata sul Riformista. “Le manifestazioni che si sono succedute a Roma, Milano e diverse altre città italiane per protestare contro il Green Pass costituiscono un fenomeno complesso”, spiegano i due esperti: “Nei cortei c'erano molteplici tipi di persone. Semplici commercianti irritati di dovere limitare la propria attività o comuni persone spaventate o scettiche sui progressi della scienza (ce ne sono molte) o, più numerosi, frustrati e rancorosi con grande voglia di manifestare comunque il loro disagio sociale o, in certi casi, personale”.

Nei cortei, tuttavia, la componente “di estrema destra, in certi casi come quello romano, ha preso il sopravvento. Tutti i partiti dovrebbero prendere le distanze da questi nostalgici estremisti, per di più violenti. Le forze politiche che non l'hanno fatto esplicitamente e chiaramente sbagliano”. Anche dal punto di vista della convenienza elettorale, aggiungono Mannheimer e Pasquino: “I neofascisti infatti contano pochissimo sul piano del voto. E i suffragi che si perdono non dissociandosene nettamente sono straordinariamente di più di quelli che si ottengono facendo loro l'occhiolino”.

Tornando all’analisi del fenomeno no green pass, i due editorialisti riportano che, secondo una stima pubblicata dalla Swg, “le persone contrarie al green pass sarebbero il 25% della popolazione: un italiano su 4. E addirittura il 41% vede con favore le loro manifestazioni”. C’è dunque, concludono gli autori, un “disagio sociale (…) che si è manifestato in Francia con i gilets jaunes, negli Stati Uniti e in molti altri paesi (…) Oggi, con la ‘parlamentarizzazione’ di buona parte dei grillini, chi ha voglia di protestare per i più diversi motivi è nuovamente senza punti di riferimento. Pronto a essere raccolto (e in molti casi strumentalizzato) da chi vuole mettersi a testa della protesta”.

“In Italia l'85% degli over 12 è vaccinato. Gli altri no. E fra gli altri ci sono alcuni milioni di lavoratori. Un numero che non va ignorato”. Inizia così l’editoriale del vicedirettore del Quotidiano Nazionale Davide Nitrosi, pubblicato su Giorno, Nazione e Resto del Carlino. “II vaccino è l'unica soluzione, ma è un dato di fatto che una certa percentuale di italiani non intende farlo”, spiega l’editorialista: “Si può provare a convincerli, ma occorre anche interrogarsi se l'attivazione del Green pass per accedere ai luoghi di lavoro non debba essere accompagnata da misure per impedire il cortocircuito che si annuncia”.

Per Nitrosi, “o rendiamo obbligatoria la vaccinazione, o prendiamo atto che una parte di italiani continuerà a preferire il tampone”. Occorre allora essere pragmatici, allo scopo di “impedire che alcuni comparti economici si blocchino, con riflessi pesanti sulla ripresa (pensiamo ai trasporti, alla logistica e alle conseguenze sui prezzi dei prodotti in vendita)”. Bisogna quindi “facilitare l'accesso ai tamponi. II punto non è solo finanziario (chi li paga? per capirsi). II nodo è l'accessibilità, l'estensione dei punti che eseguono i test. Le farmacie, ad esempio: non potranno garantire turni nei festivi e fino a tarda ora senza sostegni”.

Il vicedirettore Nitrosi ravvede anche la necessità di “estendere il limite del tampone dalle 48 alle 72 ore. Non è una concessione ai no vax, né una resa. La norma di base resta efficace”. E così conclude: “La salute pubblica è fondamentale, i ricatti non si accettano, ma la tutela del lavoro e della logistica in una fase economica delicata è un argomento di cui tenere conto. II passaggio è stretto, ma la saggezza del governante si vede in questi passaggi”.

La Cgil
L’apertura di Collettiva è dedicata all’iniziativa del Senato organizzare per ricordare la figura e le opere dell’ex segretario generale della Cgil Luciano Lama, a 100 anni dalla sua nascita.

Da segnalare anche gli articoli relativi all’assalto alla sede nazionale della Cgil: l’intervista al giornalista di Repubblica Paolo Berizzi sulle formazioni neofasciste italiane, la conversazione con la vicesegretaria generale della Ces Esther Lynch sulle formazione fasciste in Europa, la provocazione fascista nel deposito Atm di San Donato Milanese, la riflessione del segretario generale dello Spi Cgil Ivan Pedretti, l’impegno del ministro della Cultura Dario Franceschini nel restauro delle opere d’arte sfregiate nell’assalto.

E poi ancora: l’iniziativa di solidarietà della casa editrice Round Robin al Salone del libro di Torino, la solidarietà alla Cgil delle giuslavoriste e dei giuslavoristi italiani, l’opinione del responsabile Legalità e sicurezza della Cgil nazionale Luciano Silvestri, l’attacco del 27 settembre scorso alla sede Cgil di Settimo Torinese. Infine, le parole di solidarietà e vicinanza alla Cgil dello scrittore Angelo Ferracuti, del direttore generale della Treccani Massimo Bray, dell’ex senatore e presidente Anpi Carlo Smuraglia, del presidente della Fnsi Giuseppe Giulietti.

Per la rubrica Buona Memoria, il centenario della nascita dell’ex segretario generale della Cgil Luciano Lama.

L’agenda degli appuntamenti
Per il quadro completo di tutti gli appuntamenti Cgil, vedi l’agenda di Collettiva.