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“Lungo le coste della Calabria e della Sicilia si sta continuando a sgranare un inesorabile rosario di morte”. Lo denuncia Giovanni Mininni, segretario generale della Flai Cgil, dopo la notizia del ritrovamento di altri corpi, che si vanno a unire ai 14 cadaveri che, a brandelli, sono affiorati a intermittenza lungo il litorale.
“La macabra successione lega i ritrovamenti, distanti geograficamente, a un unico filo – prosegue Mininni -: il passaggio del ciclone Harry e i naufragi fantasma che hanno travolto centinaia di migranti. Il fatto che i resti siano in avanzato stato di decomposizione suggerisce che la tragedia sia avvenuta, appunto, diverse settimane fa, rimanendo invisibile finché il mare non ha trascinato i corpi a riva”.
La Flai Cgil ha fatto proprie le denunce di Mediterranea Saving Humans e del collettivo Refugees in Tunisia, con le quali si segnalava la scomparsa di diverse imbarcazioni fatte partire da Sfax, in Tunisia, tra il 14 e il 21 gennaio 2026, giorni in cui il mare era investito da onde di 16 metri e raffiche di vento cicloniche.
A tre anni esatti dalla strage di Cutro del febbraio 2023, la storia si ripete con la stessa tragicità. Allora fu un caicco dalla Turchia, oggi è un naufragio fantasma. “In entrambi i casi – conclude il leader sindacale -, il massacro non è stato un incidente del destino, ma il risultato deliberato di un sistema che ha smantellato la rete di salvataggio”.






















