A 29 anni Miriam Cappa, attrice formata al Centro Sperimentale di Cinematografia, porta in scena Home Sweet Home, uno spettacolo nato da un’urgenza personale diventata racconto collettivo. Dopo il Covid ha cambiato numerose case per oltre due anni, alla ricerca di un contratto stabile che le garantisse continuità e serenità. “Vivere sempre con la valigia in mano è una condizione di precarietà molto forte, che incide anche sulla salute mentale”, racconta. “È lo specchio della nostra generazione: vogliamo sentirci adulti e indipendenti, ma spesso siamo costretti a vivere alla giornata”.
Il progetto nasce come monologo di stand up scritto in inglese, una scelta coraggiosa per aprirsi a un pubblico internazionale. Dopo il debutto al Museum of Comedy di Londra, lo spettacolo è stato selezionato all’Edinburgh Festival Fringe, dove Miriam si è esibita per un mese intero. “La cosa più sorprendente è stata l’empatia, la crisi degli affitti è un problema globale. Ridevamo insieme di qualcosa di tragicomico, e in quella risata c’era anche consapevolezza”.
Per l’attrice, l’ironia è uno strumento necessario: “È l’arma più potente che abbiamo. Permette di affrontare temi duri, di creare ascolto e condivisione e magari anche di commuoversi”.
Dopo l’esperienza internazionale, Home Sweet Home arriva a Roma: lo spettacolo sarà in scena da Spin Time Labs oggi giovedì 19 e domani venerdì 20 febbraio alle 20.30.
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