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“Un fatto gravissimo, che conferma ancora una volta la malafede dell’azienda e la chiara volontà di svuotare e depredare il sito produttivo, dopo averne annunciato la chiusura”. Questo il duro commento del segretario generale Fiom Cgil territoriale Stefano Bona a quanto accaduto alle 4 del mattino di oggi (giovedì 19 febbraio) nell’impianto Hydro Extrusions di Feltre (Belluno).
“Con il favore delle tenebre e con modalità indegne di un confronto industriale serio, Hydro ha tentato di trasferire ulteriori matrici dallo stabilimento”, spiega Bona: “Solo grazie alla presenza e alla determinazione delle lavoratrici e dei lavoratori in presidio ai cancelli è stato possibile fermare il bilico in partenza”.
La Hydro Extrusions, azienda norvegese attiva nei settori dell’alluminio a basse emissioni di carbonio e delle energie rinnovabili, a fine novembre aveva annunciato la chiusura dell’impianto. “Per l’intera giornata di oggi i cancelli resteranno chiusi, chi vorrà accedere allo stabilimento potrà farlo esclusivamente a piedi”, prosegue il dirigente sindacale: “È una misura necessaria per impedire ulteriori tentativi di svuotamento”.
Fiom Belluno: “Da azienda comportamenti inaccettabili”
Il segretario generale rileva che si è trattato di “un tentativo messo in atto senza alcuna trasparenza e nel pieno disprezzo degli impegni assunti nei tavoli istituzionali. Un comportamento che alimenta tensione, esasperazione e rabbia tra i lavoratori, già provati da settimane di incertezza, cassa integrazione e promesse mancate”.
L’azienda si era impegnata in sede ministeriale, ricorda Bona, ad adoperarsi “celermente per la ripresa delle attività, anche a seguito degli incidenti verificatisi nelle scorse settimane, e a mantenere la capacità produttiva del sito, senza alcuno spostamento di matrici e macchinari”.
Bona evidenzia che le lavoratrici e i lavoratori “non resteranno a guardare mentre si smantella il cuore produttivo dello stabilimento. Le matrici rappresentano il patrimonio industriale e il futuro occupazionale di questo territorio. Non permetteremo che vengano portate via nel silenzio della notte”.
Il dirigente sindacale così conclude: “Chiediamo con forza l’intervento immediato delle istituzioni e delle autorità affinché venga ristabilito un quadro di legalità e rispetto degli accordi sottoscritti. Prima che la situazione, già estremamente tesa, possa degenerare in un problema di ordine pubblico. Gli operai sono stanchi, indignati e determinati. Difendono il lavoro, la dignità e il futuro di un intero territorio, e non faranno un passo indietro”.























