PHOTO
Il 13 aprile oltre 76 mila farmaciste, farmacisti e collaboratori incroceranno le braccia. La rivendicazione è semplice e complessa insieme, chiedono che il loro contratto venga rinnovato. Rivendicazione semplice perché è nell’ordine naturale delle cose e delle norme che i contratti vengano rinnovati alla loro scadenza naturale. Complessa perché la rivendicazione del giusto salario e dei giusti diritti, ciò che rende dignitoso il lavoro in osservanza della Costituzione, è sempre più difficile da ottenere.
Sono numerosi, infatti, i contratti che faticano a essere rinnovati. E diversi afferiscono al mondo della sanità: basti ricordare che il 17 aprile scioperano le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle Rsa. Persone che si occupano con diverse mansioni della cura della salute dei cittadini e delle cittadine, che dovrebbero veder riconosciuto il valore del proprio lavoro anche dal punto di vista della remunerazione e che, invece, forse proprio perché si occupano di “cura”, fanno fatica.
Quella del 13 aprile non è la prima giornata di sciopero. Il loro contratto è scaduto il 31 agosto 2024, ma da quando Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil hanno presentato la piattaforma per un rinnovo che tenga conto anche dalle nuove sfide professionali cui sono chiamati farmacisti e farmaciste, hanno dovuto registrare una “difficoltà” di comunicazione con l’associazione datoriale. Da subito i sindacati hanno lanciato la mobilitazione e lo scorso 6 novembre si è tenuto uno sciopero nazionale che ha registrato un’alta adesione.
Ma quello stop non è bastato. E ora Filcams, Fisascat e Uiltucs rilanciano la mobilitazione con una manifestazione nazionale a Roma per chiedere a Federfarma risposte concrete su salario, professionalità e qualità del lavoro. Il corteo partirà alle ore 9 da piazza Vittorio Emanuele II e si concluderà a piazza San Giovanni in Laterano, in prossimità della sede nazionale dell’associazione datoriale. Alla manifestazione sono attesi circa 1.500 lavoratrici e lavoratori provenienti da tutta Italia.
Sindacati: “Adeguare i salari al costo della vita”
Uno degli scogli su cui si è arenata la trattativa è l’adeguamento del salario. La proposta d’aumento presentata da Federfarma per i sindacati è “assolutamente insufficiente”, sia perché non copre nemmeno l’aumento del costo della vita per colpa dell’inflazione sia perché non riflette la professionalità di farmacisti e collaboratori.
Professionalità che si colora di nuove mansioni e saperi, tanto più in un’epoca che vede la farmacia come il centro di una serie di servizi per la salute, andando dunque ben oltre dalla semplice erogazione di farmaci. Professionalità e crescenti responsabilità che vanno adeguatamente riconosciute e remunerate.
Per Filcams, Fisascat e Uiltucs sono centrali “l’adeguamento dei salari al costo della vita e il recupero del potere d’acquisto, insieme al pieno riconoscimento delle professionalità e alla valorizzazione delle responsabilità crescenti”. A questo si aggiungono “il riconoscimento delle nuove funzioni richieste al personale anche alla luce della riforma della farmacia dei servizi, il miglioramento delle tutele normative su orari, turnazioni, maternità, malattia e formazione, il rafforzamento delle relazioni sindacali e una più moderna organizzazione del lavoro”.
Per le tre sigle, dunque, il rinnovo del contratto nazionale deve dare risposte adeguate alle aspettative di farmaciste e farmacisti che ogni giorno garantiscono un presidio essenziale di prossimità e salute sui territori. La mobilitazione del 13 aprile vuole riportare al centro del confronto il valore del lavoro nelle farmacie private e la necessità di un rinnovo che restituisca dignità salariale, attrattività professionale e prospettive al settore.
























