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Il contratto è scaduto da più di un anno e mezzo, eppure ancora non si è riusciti a rinnovarlo. È il contratto collettivo nazionale degli oltre 100 mila lavoratori e lavoratrici delle 18 mila farmacie private. Uomini e donne che con la loro professionalità contribuiscono a garantire la nostra salute, eppure questa professionalità non viene riconosciuta, nemmeno dal punto di vista salariale. Non solo: i servizi che le farmacie si apprestano a fornire aumentano, e nemmeno questo viene riconosciuto.
Lo scorso 4 febbraio la trattativa si è interrotta proprio sul tema dell’aumento salariale. “Nel corso dell’incontro – spiega il segretario nazionale Filcams Cgil Marco Beretta – Federfarma ha nuovamente disatteso le aspettative, avanzando una proposta economica che non tiene conto del necessario recupero del potere d’acquisto né del livello di professionalità raggiunto dal settore, anche alla luce dell’introduzione della farmacia dei servizi, delle nuove attività, dei nuovi rischi e delle accresciute responsabilità”.
Baretta evidenzia che “le nostre richieste, presentate nel luglio 2025, puntano alla formazione retribuita, a una regolamentazione coerente degli orari di lavoro e al recupero del potere d’acquisto eroso negli ultimi anni”.
Nel corso di questi mesi gli addetti del settore non sono stati fermi, anzi, la mobilitazione è stato forte ed è culminata nello sciopero generale dello scorso 6 novembre che ha registrato “una straordinaria partecipazione, rappresentando un segnale forte e inequivocabile: chi lavora nelle farmacie private non è più disposto ad attendere”.
La proposta economica portata al tavolo della trattativa da Federfarma, secondo il segretario della Filcams, continua “a sottovalutare il valore del lavoro di farmaciste e farmacisti, celebrati come ‘eroi’ durante la pandemia e che, ogni giorno, garantiscono tutela e cura della cittadinanza”.
Ora, è bene considerare che la riforma della “farmacia dei servizi” sta trasformando radicalmente il ruolo della farmacia, rendendola un presidio sanitario e sociale sempre più rilevante sul territorio. La cronaca ci viene incontro, infatti nella farmacia di quartiere della cronista compare questo annuncio: “Il 24 febbraio inaugurazione della nuova farmacia, dove sarà possibile eseguire controlli sanitari e analisi del sangue capillare, somministrazione di vaccini e tanto altro”. La sottolineatura di Baretta è quasi scontata: “Occorre riconoscere le nuove professionalità”.
I lavoratori e le lavoratrici delle farmacie private non si rassegnano e continueranno nella mobilitazione. Il segretario nazionale Filcams così conclude: “Per ottenere un cambio di posizione da parte di Federfarma daremo seguito al percorso di mobilitazione, che prevede un’assemblea nazionale il 17 febbraio, assemblee territoriali e una valutazione congiunta su ulteriori giornate di sciopero in date da definire”.
























