Duro giudizio della Flc Cgil sulle nomine dei nuovi vertici dell'Anvur, l’agenzia di valutazione delle università e della ricerca. La segretaria generale dell’organizzazione, Gianna Fracassi, parla di “conferma dei nostri peggiori timori: l'Agenzia di valutazione è stata definitivamente trasformata in uno strumento piegato alle logiche spartitorie e di potere di questa maggioranza”. 

A guidare l’Anvur sarà dunque Venerando Marano, ex numero uno del Tribunale del Vaticano, oggi prorettore di Tor Vergata, dato in quota Giorgia Meloni. Per la Lega Aurelio Tommasetti, già rettore a Salerno e consigliere del partito di Salvini in Campania fino allo scorso novembre 2025. Matteo Lorito, rettore della Federico II di Napoli, dovrebbe invece far riferimento a Forza Italia

Leggi anche

Con queste nomine, attacca Fracassi, “l'Agenzia è diventata di fatto un dipartimento del ministero, esposta alle peggiori lottizzazioni partitiche che sono state confermate dalle nomine discusse in queste ore nel Consiglio dei ministri”.

Non si tratta solo di uno stretto controllo politico sulle nomine, prosegue Fracassi, ma di “un'invasione di campo nell'autonomia universitaria e nella libertà degli atenei. All'Anvur vengono assegnate sempre più funzioni gestionali, dal monitoraggio degli apprendimenti all'accreditamento, facendola diventare indebitamente uno dei principali centri di gestione da lottizzare per premiare la fedeltà alle diverse correnti della maggioranza”.

“Questa palese strumentalizzazione politica – sottolinea con forza la dirigente sindacale – rende ancora più evidente la necessità di ripensare radicalmente l’intero sistema di valutazione. Non possiamo più tollerare un apparato di controllo calato dall’alto e piegato alle esigenze del governo di turno”.

Per questo, sottolinea, “la nostra prospettiva politica e sindacale deve essere il superamento e la chiusura dell’Anvur, per restituire la valutazione alla sua funzione propria, liberando ricerca e didattica dalle gabbie burocratiche e puramente quantitative”.

La leader della Flc Cgil inserisce questa manovra in un quadro più ampio e allarmante per il settore: “L'autonomia del sistema universitario sta facendo un pericoloso passo indietro, diventando terreno di assoggettamento del governo. Lo avevamo già denunciato con le ingerenze politiche sulla nuova presidenza Crui, e lo vediamo oggi con i diktat agli atenei a cui si chiede di 'semplificare le spese' subito dopo aver inferto un inaccettabile taglio al Fondo di finanziamento ordinario”.

“Di fronte a questo continuo scempio governativo – conclude Fracassi – non si può più restare a guardare. È ormai giunto il momento che tutte le forze democratiche, che hanno realmente a cuore il bene, il futuro e l'indipendenza dell'università pubblica, si uniscano. Serve una reazione ampia per arginare questa pericolosa deriva”.