Si inaugura a Rimini “Riviera Dream Vision – Itinerari di moda. Storie, Codici, Immaginari”, mentre a pochi chilometri, a San Giovanni in Marignano, Aeffe continua a licenziare fuori da ogni forma di dialogo sociale. È il contrasto che la Filctem Cgil ha voluto denunciare questa mattina, con una delegazione presente in piazza Cavour, in contemporanea con la conferenza stampa di presentazione dell’esposizione, che aprirà al pubblico domani e resterà visitabile fino al 24 maggio.

Secondo il sindacato, più che una mostra celebrativa, l’iniziativa rischia di trasformarsi in una retrospettiva su un passato industriale che l’azienda stessa sembra non voler più sostenere sul territorio, scrive la Filctem Cgil, denunciando la distanza tra l’immagine patinata del lusso e la realtà dei licenziamenti collettivi.

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Il volto patinato della moda e quello dei licenziamenti

La presenza in piazza di lavoratrici e lavoratori del settore tessile è una polemica esplicita nei confronti del gruppo Aeffe. Secondo il sindacato, l’azienda “cela dietro l’immagine patinata il volto truce dei licenziamenti”, portati avanti senza riguardo per le maestranze che hanno contribuito a costruire il successo del gruppo e senza rispettare le consolidate prassi di dialogo sociale dell’Emilia-Romagna.

Il timore espresso dalla Filctem Cgil è che la mostra racconti una stagione ormai chiusa della creatività e dell’artigianalità riminese, mentre l’azienda, nel pieno di un pesante processo di riorganizzazione, non sembra voler investire nel territorio che l’ha resa un simbolo della moda internazionale.

“Una contraddizione tra sogno e realtà”

Durante il presidio, Daniele Baiesi, segretario generale Filctem Cgil Rimini, ha parlato di una contraddizione evidente tra il racconto del sogno della moda e la realtà quotidiana dei lavoratori. “Siamo qui per segnalare la distanza tra una mostra che celebra i fasti del settore e la realtà nuda e cruda di persone licenziate nel modo che conosciamo”, ha spiegato, annunciando che il sindacato combatterà questo precedente “in ogni maniera, a partire dalle impugnazioni dei licenziamenti”.

Secondo il sindacato, la vicenda Aeffe rappresenta un vulnus nelle relazioni industriali del territorio e un precedente pericoloso per l’intero distretto della moda romagnolo.

Un momento del presidio di questa mattina (Cgil Rimini)

L’orgoglio per quei capi, la paura per il futuro

Tra le persone in presidio anche Lucia Pompigna, Rsu del gruppo Aeffe, con 26 anni di lavoro alle spalle. “Ho contribuito anch’io a molti di questi prodotti. C’è orgoglio per aver portato il made in Italy nel mondo, ma anche preoccupazione e dispiacere per la crisi in atto”, ha raccontato.

Nella sua azienda, ha spiegato, già 115 persone sono state licenziate e gli esuberi dichiarati sono 221. “Non sappiamo a chi toccherà domani ricevere la lettera di licenziamento. Anche chi è ancora al lavoro vive in un disagio profondo, emotivo e professionale”. Una paura che convive con la responsabilità di continuare a lavorare e con la speranza che la situazione possa essere risolta.

Il paradosso della vetrina globale

Riviera Dream Vision racconta settantacinque anni di distretto moda romagnolo, dagli anni Cinquanta a oggi, con un allestimento immersivo che espone abiti, calzature, bozzetti, campagne fotografiche e installazioni interattive, mettendo in scena i marchi che hanno fatto la storia del settore: Iceberg, Fuzzi, Alberta Ferretti, Moschino e le eccellenze calzaturiere di San Mauro Pascoli.

Proprio Alberta Ferretti e Moschino, brand del gruppo Aeffe, sono tra i protagonisti della mostra. È su questo punto che si concentra la denuncia sindacale: il mondo da sogno raccontato nelle sale dei Palazzi dell’Arte è stato costruito dal lavoro di centinaia di persone che oggi rischiano di essere espulse dall’azienda che lo ha reso possibile.

Un distretto tra memoria e futuro incerto

La Filctem Cgil ha augurato oggi il meglio alla mostra che domani aprirà i battenti al pubblico ricordando come negli occhi dei visitatori dovrebbero riflettersi anche i volti e gli sguardi di chi perde il lavoro a causa di politiche aziendali definite “spietate”. 

La vertenza Aeffe resta aperta, con la ricerca di investitori e nuovi incontri istituzionali all’orizzonte. Davanti alla celebrazione del sogno della moda, le lavoratrici rivendicano il diritto a farne ancora parte.