“Le pre-intese sull’autonomia differenziata, approvate ieri, 18 febbraio, nel corso del consiglio dei ministri, sono uno schiaffo alla Sicilia e al Mezzogiorno tutto. Il governo va avanti aggirando i rilievi della Corte Costituzionale, mostrando ancora una volta una inaccettabile prepotenza istituzionale”. Il segretario generale della Cgil siciliana condanna senza appello il via libera agli accordi preliminari tra l’esecutivo e le Regioni Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto.  

Il sindacato rosso chiede pertanto al presidente della Regione Sicilia, Renato Schifani, “di impugnarle, di non restare ancora una volta in silenzio di fronte a misure destinate ad aumentare i divari tra Nord e Sud del Paese, a rendere meno esigibili in Sicilia diritti fondamentali come quelli alla salute e alla sicurezza”. 

Le pre-intese arrivano mentre arriva il taglio di 200 milioni di euro ai comuni siciliani

Alfio Mannino

“Questo accade – osserva Mannino – prima della definizione dei livelli
essenziali delle prestazioni (Lep) e, cosa grave, riguarda ambiti importanti
come la sanità e la protezione civile, nei quali l’omogeneità territoriale nella fruizione dei diritti sarebbe cosa fondamentale e che con l’autonomia differenziata non ci sarà. E accade anche – aggiunge il segretario della Cgil regionale – mentre il ministero dell’Economia taglia ai comuni siciliani 200 milioni, mettendo a rischio prestazioni di welfare, come quelle rivolte alla prima infanzia e agli anziani, come denuncia l’Anci”.

Mannino, Cgil Sicilia: “Autonomia differenziata produrrà danni incalcolabili a Sicilia e Mezzogiorno”

“Il governo Meloni – aggiunge Mannino – marcia compatto aggirando e calpestando i principi costituzionali e in tal senso l’autonomia differenziata è un tassello di un disegno autoritario, un tassello destinato a produrre danni incalcolabili in Sicilia e nel Mezzogiorno d’Italia. Serve un rigurgito di dignità. Il presidente Schifani – sottolinea Mannino – deve schiodarsi dalla comoda poltrona delle alleanze politiche e proteggere la Sicilia e i siciliani da queste
inaccettabili incursioni. Non l’ha fatto prima, lo faccia ora: dica no – conclude – allo smembramento del Paese e all’indebolimento dei diritti in Sicilia”.

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