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L’Italia è pronta a fornire supporto militare, in particolare di difesa antiaerea, antimissilistica e antidrone, ai Paesi del Golfo minacciati dagli attacchi dell’Iran ed è disponibile a garantire agli Stati Uniti l’utilizzo delle basi Nato sul nostro territorio, secondo l’accordo bilaterale del 1954 tra i due paesi. È quanto ha approvato con 179 sì, 100 no e 14 astenuti alla Camera dei deputati con il via libera alla risoluzione di maggioranza, presentata in seguito all’ampliamento del conflitto mediorientale scatenato dai bombardamenti israeliani e statunitensi sull’Iran, che ha a sua volta risposto bombardando Israele e i Paesi dell’area “non amici”.
Il governo, secondo il testo, si impegna quindi a rafforzare tempestivamente la difesa e la protezione delle missioni italiane nei siti del Medio Oriente per supportare i Paesi partner e salvaguardare le infrastrutture nell’area. Tra gli scopi il contrasto alla emergente crisi energetica.
Inoltre l’Italia parteciperà allo sforzo europeo per sostenere, se o dovessero richiedere, gli Stati membri nella difesa del proprio territorio da attacchi iraniani. Confermata la disponibilità all’attività di addestramento e supporto tecnico-logistico, come prevedono gli accordi internazionali.
In aula parole in libertà
Le frasi pronunciate dai due ministri referenti in Aula, della Difesa Guido Crosetto e degli Esteri Antonio Tajani, hanno più volte suscitato sconcerto. Entrambi hanno attribuito le cause della nuova guerra in medio oriente all’Iran, senza mai citare nei loro interventi iniziali, le responsabilità primarie dei presidenti israeliano e statunitense, Benjamin Nethanyau e Donald Trump, che hanno sferrato l’attacco a Teheran il 28 febbraio scorso. Una conferma di come il governo Meloni non abbia alcuna intenzione di prendere posizione sulla violazione del diritto internazionale commessa dai due Paesi.
La stessa presidente del Consiglio si è limitata, a cinque giorni dall’attacco, a rilasciare una dichiarazione a una radio privata, “non siamo in guerra e non vogliamo entrarci”, senza presentarsi in Parlamento come invece richiesto più volte dalle opposizioni.
A dire il vero Crosetto, dopo numerose sollecitazioni, ha ammesso che l’attacco statunitense è fuori dalle regole del diritto internazionale, confessando poi la debolezza dell’Italia nel quadro internazionale. Per il ministro la sola cosa che il nostro Paese può fare è gestire le conseguenze di questo conflitto, dichiarando chiaramente l’impossibilità di fermare gli attacchi in corso.
Diverso il comportamento del mite Antonio Tajani, colui che spesso vediamo balbettare o in grande imbarazzo quando tratta temi spinosi davanti alle telecamere (ultimo esempio riguarda il viaggio del collega Crosetto a Dubai). Il ministro questa volta si è invece difeso con l’arroganza alle obiezioni (come alle proteste) dell’opposizione, arrivando a ridere in faccia ai deputati che, non senza pertinenza, hanno citato la strage di bambini a Gaza: “Ministro si vergogni, parlo dei bambini palestinesi e lei ride!”, gli ha detto un parlamentare.
Dai banchi della Lega i deputati del ministro Matteo Salvini sono giunti a dire, rivolti alle opposizioni, che l’Italia dovrebbe addirittura ringraziare Israele e Stati Uniti perché ci stanno proteggendo. Viene da chiedersi da cosa ci proteggano, dal momento che con l’attacco all’Iran è stato “alzato al massimo il livello di protezione aerea nazionale” perché “può succedere di tutto”, come ha detto Crosetto, il prezzo del petrolio e del gas continua a salire e le borse continuano a perdere.
Dalle opposizioni sono giunte, con diverse sfumature e intensità, proteste e obiezioni sul comportamento del governo, sulla gestione della crisi, sulle mancate prese di posizione, su come in Aula non siano mai stati citati i morti provocati dai bombardamenti, insistendo continuamente con la richiesta di sentire la voce e l’opinione della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non dai social o dalle radio private, ma nelle aule parlamentari, quale naturale luogo deputato.






























