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“Un piano industriale serio, dettagliato e formalizzato, che rappresenti un impegno concreto da parte della direzione, garantendo un futuro stabile e duraturo allo stabilimento”. Sono le richieste ribadite dai lavoratori della Kito Chain di Tarvisio (Udine), riunitisi in assemblea con i sindacati territoriali e le Rsu.
L’azienda, specializzata nella produzione di catene e accessori per il sollevamento (anche nota come “ex Weissenfels”) e acquisita appena un anno fa dalla multinazionale statunitense Columbus Mckinnon, ha dichiarato 19 licenziamenti, che ammontano a circa un quinto dell’attuale forza lavoro.
“Le lavoratrici e i lavoratori – scrivono Fabio Beuzer (Fiom Cgil) e Liduino D'Orlando (Fim Cisl) – hanno inoltre ribadito la richiesta che la direzione si assuma un pubblico impegno, dinanzi alle istituzioni governative della Regione Friuli Venezia Giulia, al Comune di Tarvisio e alla comunità locale tutta, a non procedere a ulteriori licenziamenti collettivi per almeno cinque anni”.
Si tratta, spiegano i sindacati, delle medesime richieste portate all'azienda al tavolo di trattativa, riunitosi finora in cinque occasioni, ma con esiti negativi. Da qui la scelta unanime di proseguire nello stato di agitazione dei dipendenti, che “confermano con determinazione la proprie richieste nei confronti dell'azienda”.






















