La buona notizia è arrivata, firmata all’Aran la bozza di rinnovo del contratto delle funzioni centrali. Notizia positiva per diverse ragioni, innanzitutto la sigla è arrivata non dopo anni di scadenza del contratto ma nel periodo di vigenza, stiamo parlando del 2025-27. E poi l’ipotesi di aumento supera l’inflazione e quindi si torna alla tutela del potere di acquisto delle buste paga. Infine, anche la parte normativa che riguarda i diritti migliora le condizioni di lavoro a cominciare dalla normazione dell’utilizzo dell’intelligenza artificialeGiordana Pallone, segretaria nazionale della Fp Cgil, illustra a Collettiva i contenuti del contratto e il suo valore sindacale.

Perché questa volta la Fp ha firmato il rinnovo del contratto delle funzioni centrali mentre solo pochi mesi fa non ha sottoscritto il precedente?
Perché questo è un contratto che riconosce incrementi delle retribuzioni più alti dell'inflazione a oggi individuata per il periodo di riferimento, mentre il contratto precedente sanciva una perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni di quasi il 10%. Non solo, dunque, difende il potere d'acquisto ma introduce su nostra richiesta la verifica, fra un anno, dell’andamento delle retribuzioni e quello dell'inflazione per individuare eventualmente ulteriori risorse al fine di tutelare i salari.

Quanto è importante rinnovare i contratti entro il periodo di vigenza?
È molto importante perché ci mette nelle condizioni di aumentare le retribuzioni dei lavoratori e lavoratrici pubblici nel periodo giusto, quello a cui si riferisce il contratto. Tanto più in una fase storica come quello attuale in cui sappiamo esserci una forte incertezza del contesto economico che potrebbe portare a un nuovo aumento del costo della vita. Quindi è importante aumentare subito le retribuzioni e prevedere un momento di tutela successivo.

La parte normativa introduce una serie di novità. Una di queste mette nero su bianco l'utilizzo dell'intelligenza artificiale nel lavoro pubblico. Ci spieghi?
Anche quello normativo è un aspetto importante. Per la prima volta in tutti i contratti pubblici si prevede un sistema di regolamentazione nell'introduzione di sistemi di intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione (già presente in molte amministrazioni) nell’ambito delle relazioni sindacali. Con questo contratto prevediamo il coinvolgimento delle rappresentanze nella definizione delle finalità, delle strumentazioni che vengono introdotte, dei limiti che devono essere posti alla loro introduzione e utilizzo, in particolare in relazione al trattamento dei dati, non solo quelli biometrici, che potrebbero impattare attraverso algoritmi in modo improprio nella valutazione della performance o su aspetti rilevanti del rapporto di lavoro. In sostanza, proviamo ad accompagnare tutto quello che può realizzare di positivo l'intelligenza artificiale con un sistema di relazioni sindacali che prova a regolamentarne gli effetti, che potrebbero non necessariamente essere positivi e, soprattutto, ad analizzarne e a prevenirne anche gli impatti sia sulla condizione del personale, sia sui servizi pubblici.

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Quali sono le altre novità normative?
Abbiamo lavorato per dare maggiori diritti a lavoratrici e lavoratori e per conciliare meglio vita e lavoro. Penso, in particolare, a quanto ottenuto sulle ferie con l'equiparazione del diritto alle stesse giornate di ferie per i nuovi assunti, superando la disparità esistente rispetto ai colleghi e le colleghe con maggiore anzianità. C'è un riconoscimento dell'indennità di turno anche durante il periodo di ferie. Abbiamo, poi, corretto una stortura del contratto precedente prevedendo la possibilità che i lavoratori e le lavoratrici possano riprogrammarne le giornate senza essere vincolati alla scelta fatta in fase di pianificazione. Altra innovazione importante, finalmente abbiamo tolto dal contratto il tetto al buono pasto, tetto richiamato dal contratto e legato a una norma nazionale del 2012, il decreto spending review che ha fissato il tetto a 7 euro per tutto il personale delle pubbliche amministrazioni. Tolto il limite dal contratto lavoreremo per modificare la norma e perché siano stanziate le risorse per aumentare gli importi. Abbiamo, inoltre, aumentato del 10% i trattamenti di trasferta. E poi ancora miglioramenti sul lavoro agile e sulla fruibilità dei congedi parentali, l’estensione delle ferie solidali anche per assistere i parenti fino al secondo grado e introdotto 7 ore di permessi per screening oncologici. C’è una maggiore attenzione alla condizione occupazionale delle persone con disabilità e si prevede il monitoraggio dell’andamento degli sviluppi di carriera, così come si prevede maggiore attenzione ai percorsi di formazione sia legati all’innovazione tecnologica e alla loro pianificazione strategica, sia per la crescita professionale di tutte e tutti garantendo piena accessibilità al personale con DSA e al personale con disabilità. Infine, abbiamo introdotto una norma che impegna le amministrazioni ad attuare le disposizioni contenute nella direttiva sulla trasparenza salariale.

Qual è il valore di questo rinnovo contrattuale?
Contrariamente a quanto fatto nel 2024 quello appena sottoscritto ristabilisce la funzione del contratto come autorità salariale e rimette al centro della trattativa il tema delle retribuzioni. Se non si garantiscono adeguate retribuzioni alle lavoratrici e lavoratori si impoverisce il lavoro pubblico e non possiamo sorprenderci del fatto che si rinuncia ai concorsi o si abbia difficoltà a prendere servizio in sedi in cui il costo della vita è alto. Questo contratto doveva segnare un cambio di passo rispetto al contratto precedente sul tema salariale e lo ha fatto. Per questo lo abbiamo firmato, in coerenza con lo stesso principio per cui non firmammo quello 22/24, era chiaro con quella sottoscrizione si stava certificando una perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, impoverendo la pubblica amministrazione.

Adesso il percorso quale sarà?
Illustreremo i contenuti di questa ipotesi di contratto con una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro e procederemo a una consultazione tra lavoratrici e lavoratori. Continueremo, però a porre all’attenzione del governo la necessità di investire risorse per le pubbliche amministrazioni e per i servizi pubblici e lo faremo per dare corpo alle innovazioni introdotte in questo contratto e per rafforzare il sistema pubblico tutto, decisivo per lo sviluppo del Paese e la garanzia dei diritti fondamentali delle persone. La vertenza generale per riallargare il perimetro pubblico e restituire totale centralità al lavoro pubblico continua. Sono necessari interventi normativi sia in termini di risorse disponibili sia per un piano straordinario di assunzioni nella pubblica amministrazione dopo anni di blocco del turnover e in vista dei pensionamenti dei prossimi anni. Continueremo a lavorare perché in tutti i comparti dei servizi pubblici siano garantiti diritti, tutele e adeguate retribuzioni a chi svolge una funzione pubblica essenziale. Lo facciamo già oggi, venerdì 12 con lo sciopero nazionale della cultura che è uno dei settori in cui abbiamo visto in questi anni un maggior ricorso all’esternalizzazione, con conseguente aumento della precarietà, per la scarsità di risorse che il governo investe in questo ambito.

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