Si è aperto a Pozzallo il Forum delle costruzioni migranti della Fillea Cgil, un appuntamento dedicato al confronto tra organizzazioni sindacali dell'area euromediterranea e il sindacato mondiale delle costruzioni sui temi dell'immigrazione, del lavoro e dell'inclusione nei cantieri.

A presentare l'iniziativa è stato il segretario generale nazionale della Fillea Cgil, Antonio Di Franco: “Al centro un confronto con le organizzazioni sindacali dell'Euromediterraneo e con il sindacato mondiale delle costruzioni. Ormai nelle costruzioni in Italia il peso dei nuovi cittadini rappresenta complessivamente il 20% se si prendono in considerazione tutti i settori. Nella sola edilizia siamo ormai a punte che superano il 40% e soprattutto nel nordovest e nordest ormai tipo nella provincia di Milano siamo al 71% di operai, nuovi cittadini non nati in Italia».

Nel corso del forum, spiega Di Franco, saranno affrontate esperienze sindacali e pratiche di inclusione provenienti da diversi Paesi europei ed extraeuropei, insieme alle principali questioni legate alle politiche migratorie.

“Oggi ci confronteremo parlando di buone pratiche, parleremo di altre esperienze nel resto d'Europa e in altri paesi fuori Europa, metteremo al centro la necessità di cancellare la legge Bossi-Fini e di procedere con celerità ad una regolarizzazione di tutti quelli che si trovano già in Italia, in contrasto con la politica dei flussi e soprattutto in contrasto con quanto definito dalle forze europee con l'ultimo accordo trovato, susl quale la Cgil ha lanciato un appello a respingere la nuova politica europea sui rimpatri perché criminalizza la condizione di chi scappa e soprattutto non dà la giusta attenzione ai minori, non garantendo a nessuno il diritto a difendersi e soprattutto non dando l'idea di quella che secondo noi dovrebbe essere l'Europa”.

Il segretario generale della Fillea Cgil ha rivolto un duro attacco alle politiche sull'immigrazione adottate negli ultimi anni e ha denunciato la diffusione del caporalato anche nei grandi cantieri pubblici.

“Noi siamo convinti che questo governo ha fallito dopo cinque decreti sicurezza, dopo 24 anni di legge Bossi-Fini, mentre assistiamo ai fatti, alla strage di Amendolara, e registriamo ogni giorno oggi casi di caporalato che non sono solo nei cantieri privati. I nuovi schiavi contemporanei nel nostro Paese, sono nei grandi cantieri, dove i committenti sono Rfi, Anas”.

“I cantieri sono cambiati perché sono cambiati quelli che li vivono – conclude Di Franco -. I nostri cantieri oggi registrano più di 60 comunità: non hanno tempo né per la guerra, né per la xenofobia, né per il razzismo, sono abituati a lavorare in gruppo e con questa forza lanceremo un messaggio molto forte a tutto il Paese”.