Di nuovo a braccia incrociate i lavoratori e le lavoratrici della sanità privata. Aiop e Aris non rinnovano i contratti scaduti da 8 anni quelli della sanità privata e da 14 quelli Rsa, perché vorrebbero che gli aumenti contrattuali, invece che a carico loro, come è ovvio, fossero totalmente rimborsati da Regioni e Stato. È inaccettabile secondo i sindacati che le organizzazioni datoriali subordinino il confronto sul rinnovo dei contratti a quello che sembra assomigliare ad un ricatto.

Eppure, ricordano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, i bilanci di quelle aziende sono felicemente in attivo e i profitti delle stesse non fanno che aumentare, visto tra l’altro che - grazie alle convenzioni con il pubblico – quelle aziende non hanno rischio di impresa. Ora, che i giusti aumenti contrattuali siano nuovamente scaricati sul pubblico risulta francamente inaccettabile. Eccole qui le ragioni dello sciopero del prossimo 17 aprile. Peraltro è bene ricordare che la sofferenza dei lavoratori e lavoratrici della sanità è assai diffusa, basti ricordare che solo due giorni fa a non indossare il camice lasciando il proprio luogo di lavoro sono stati i dipendenti delle farmacie private. Anche loro per rivendicare il giusto rinnovo contrattuale e per scendere in moltissimi tra le vie di Roma.

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È vero che il governo almeno ci ha provato a comporre il contrasto tra organizzazioni sindacali e quelle datoriali; lo scorso 10 aprile, infatti, al ministero della Salute è stato convocato un tavolo per cercare di comporre la vertenza. Purtroppo, niente di fatto: “Siamo stati convocati oggi, presso il ministero della Salute, per un nuovo confronto sulla vertenza dei rinnovi contrattuali Aiop Aris. Pur apprezzando i tentativi di mediazione messi in campo dal Ministero, dobbiamo essere chiari: Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl non possono fare alcun passo indietro. La distanza tra la realtà dei bilanci aziendali e la sofferenza dei lavoratori è ormai incolmabile. Per questo rilanciamo con ancora più forza lo sciopero nazionale del prossimo 17 aprile: chi cura i cittadini merita rispetto, non infiniti rinvii”. Questo è quanto si legge in una nota unitaria redatta dai segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi.

Anche in questo caso il 17 aprile i professionisti sanitari dipendenti Aiop e Aris, così come i dipendenti delle farmacie private il 13 aprile, si faranno vedere e sentire. Sin sono dati, infatti, appuntamento alle 9.00 a Piazza Santi Apostoli a Roma per ribadire le ragioni della mobilitazione.

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“I dati non mentono – chiariscono i sindacalisti – e raccontano di un settore che attraversa un’autentica età dell’oro. Nel 2023 il fatturato complessivo ha toccato la cifra record di 12,02 miliardi di euro, segnando una crescita del 15,5% rispetto al 2019. La capacità di generare cassa del comparto è salita a 1.105,5 milioni di euro, mentre l'utile netto è raddoppiato in un solo anno, raggiungendo i 449 milioni di euro. Le aziende dispongono oggi di una liquidità impressionante che sfiora gli 1,8 miliardi di euro. Eppure, a fronte di questo boom finanziario, si continua a negare il rinnovo a chi aspetta da 8 anni nella sanità privata e da ben 14 anni nelle Rsa. Uno stallo inaccettabile, ancor più se si considera che sono state recentemente rinnovate le tariffe sulla riabilitazione ospedaliera con un incremento del 14%, di cui gioverà in buona parte proprio il privato accreditato, dato che il servizio è in larga misura nelle loro mani. Nonostante queste risorse aggiuntive, ad oggi non c’è ancora un tavolo aperto”.

Eppure, le lavoratrici e i lavoratori che continuano ad erogare cure e servizi aspettando, muniti di Santa Pazienza, il rinnovo del contratto sono oltre 300mila e allora la richiesta di Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, è netta: “È necessario che il ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni, attraverso una norma, vincolino gli accreditamenti istituzionali ai rinnovi dei contratti collettivi sottoscritti con le organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative”.

“Non è più tollerabile – concludono i segretari - che il profitto delle strutture accreditate si regga sul dumping contrattuale sulle lavoratrici e i lavoratori. Un infermiere della sanità privata guadagna oggi mediamente 500 euro mensili in meno rispetto a un collega del pubblico, mentre l'inflazione ha già divorato il 22% del potere d'acquisto per chi attende da 8 anni e il 32% per chi opera nelle Rsa da 14 anni. Chiediamo con forza che il rinnovo dei contratti diventi un requisito vincolante per l'accreditamento con il Servizio Sanitario Nazionale. La qualità dell’assistenza passa per il lavoro dignitoso: il 17 aprile porteremo questa verità in piazza a Roma contro le bugie di Aiop e Aris”.

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