A una manciata di settimane dall’inizio della raccolta firme, è stata presentata oggi, 8 aprile, in Calabria, a Catanzaro, la proposta di legge di iniziativa popolare della Cgil per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e riportare la sanità pubblica al centro del welfare, garantendo in modo effettivo il diritto costituzionale alla salute.

Trotta, Cgil Calabria: “La nostra regione incarna pienamente le motivazioni e l’urgenza dietro la proposta”

“La Calabria incarna pienamente le motivazioni dietro la proposta e l’urgenza di trovare una soluzione a tematiche sempre più strutturali che rischiano ora, con l’avanzare dell’autonomia differenziata, di fagocitare il servizio sanitario pubblico”, ha dichiarato il segretario generale della Cgil regionale, Gianfranco Trotta.
Accanto alla Cgil, associazioni, comitati e realtà, per un “grande movimento dal basso – ha detto la segretaria della Cgil nazionale, Daniela Barbaresi – che vuole rilanciare, rafforzare e rendere efficiente quella che è la più grande infrastruttura sociale del Paese che oggi sta vivendo una crisi senza precedenti per mancanza di risorse e di personale”.

Cosa prevede la proposta di legge sulla sanità della Cgil

La legge prevede un aumento progressivo dei finanziamenti alla sanità fino al 7,5% del Pil entro il 2030; punta a superare la carenza di personale sanitario tramite nuove assunzioni stabili; chiede l’abolizione dei tetti di spesa sul personale sanitario; propone il miglioramento di salari, indennità e condizioni di lavoro degli operatori; intende ridurre il ricorso alla sanità privata e rafforzare la rete pubblica; prevede controlli più stringenti sugli accreditamenti del privato convenzionato; sostiene il potenziamento della sanità territoriale e dei servizi di prossimità; include interventi per ricerca sanitaria e stabilizzazione dei ricercatori.

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