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Sembra una partita di ping pong. Le associazioni dei datori di lavoro della sanità privata Aiop-Aris non si siederanno al tavolo di confronto sul rinnovo del contratto scaduto da oltre un decennio se le Regioni non metteranno nero su bianco che gli aumenti per lavoratori e lavoratrici li pagheranno interamente loro.
Le Regioni al momento non sono pervenute, ma i sindacati affermano unitariamente che quelle di Aiop-Aris sono pretese fuori luogo e incongrue. Il risultato, vista l’indisponibilità al confronto, è che lo sciopero nazionale diventa inevitabile.
“Il tentativo di conciliazione da noi richiesto che si è svolto oggi presso il ministero del Lavoro si è concluso con il mancato accordo. Nei prossimi giorni definiremo tutte le procedure conseguenti, compresa la comunicazione alla Commissione di Garanzia della data dello sciopero nazionale”. Inevitabile, appunto, e già annunciato. Lo scrivono in una nota le segreterie nazionali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che osservano: “L’incontro era stato sollecitato per affrontare il rinnovo del Ccnl Sanità Privata Aiop–Aris. Le associazioni datoriali hanno confermato la propria indisponibilità ad avviare il tavolo negoziale, subordinando l’apertura della trattativa alla garanzia della copertura integrale dei costi contrattuali da parte delle Regioni”.
Una posizione che, "abbiamo ribadito, risulta ingiustificata, non conforme alle prerogative sindacali e incompatibile con le esigenze del personale, già gravato da anni di stagnazione salariale e da un’inflazione che continua a erodere il potere d’acquisto”.
Si tratta di infermiere, fisioterapisti, operatori e operatrici sanitari che si occupano dei più fragili. Sono anziani, disabili, uomini e donne con gravi patologie affidati alle cure di chi guadagna davvero poco, in assoluto e in rapporto al prezioso lavoro che svolgono. Eppure sono oltre 10 anni che vedono la propria busta paga inalterata, anzi impoverite da inflazione e aumento del costo della vita, perché le associazioni dei datori di lavoro si rifiutano anche di avviare qualsivoglia confronto contrattuale.
“Tale atteggiamento – aggiungono le organizzazioni sindacali – ripropone un blocco negoziale che, negli anni passati, ha già prodotto ritardi inaccettabili nel riconoscimento dei diritti retributivi delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata, i quali contribuiscono quotidianamente al mantenimento dei livelli essenziali di assistenza previsti dall’art. 32 della Costituzione”.
"Quanto ai contratti delle Rsa – si legge ancora nella nota – nonostante i tavoli siano aperti, la situazione appare notevolmente complessa ed ancora lontana dalle necessità e rivendicazioni del personale. Abbiamo sollecitato nuovamente l’auspicio che a breve si giunga ad un unico contratto di settore”.
A memoria della cronista non risulta altra organizzazione datoriale che per sedersi al tavolo di confronto vuole assicurazione scritta che i soldi per gli aumenti contrattuali ai dipendenti li deve sborsare qualcun altro. Davvero una pretesa inusuale.
“In alcun modo – proseguono i sindacati – possiamo giustificare la scelta di Aiop e Aris di sottrarsi alle responsabilità che competono ai datori di lavoro. Continueremo a sollecitare urgentemente il tavolo con il Ministero della salute e la conferenza delle Regioni per la definizione di regole di accreditamento che vincolino le strutture che erogano servizi pubblici anche all’applicazione contrattuale, perché fruiscono di finanziamenti regionali ma si sentono liberi invece di poter applicare il contratto che vogliono e addirittura di non rinnovarlo”.
"Questa prassi – si legge – genera criticità verso il personale ed anche verso gli utenti, la cui soluzione deve vedere impegnati direttamente e in maniera più incisiva sia il Ministero della salute sia la Conferenza delle Regioni”. “Inoltre da settimane nei territori sono state richieste ispezioni presso le strutture accreditate, per verificare gli organici e le applicazioni delle delibere regionali, visto l'esodo massivo di personale che da mesi si sta manifestando con gravi carenze di personale”.
Cosa significa servizio pubblico? Quei soggetti privati che in forma di convenzione – cioè ricevendo risorse pubbliche – esercitano servizio pubblico che doveri hanno o meglio dovrebbero avere nei confronti della collettività e dei lavoratori e lavoratrici? Alla fine, il punto centrale della faccenda è questo.
“Sarà fondamentale – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – garantire una mobilitazione ampia, visibile e determinata, affinché la vertenza ottenga l’attenzione e le risposte che le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata e delle Rsa meritano”.




























