Appuntamento a Colleferro, in provincia di Roma, domani, 14 febbraio, per dare inizio al “Laboratorio nazionale di riconversione economica per una politica di pace” organizzato dalla Rete Tutela Valle del Sacco e promosso da un vasto numero di associazioni, tra le quali Rete italiana pace e disarmo, Centro studi Sereno Regis Torino, The Weapon Watch – Osservatorio sulle armi nei porti europei e del Mediterraneo e Fondazione Finanza etica.

Un momento condiviso per ripensare il futuro 

Come spiegano gli organizzatori si tratta di un percorso che nasce dalla necessità dei territori, e delle comunità che li abitano, di ripensare insieme i modelli di sviluppo e, soprattutto, di dimostrare che la riconversione delle industrie belliche è possibile. “Nasce per pensare insieme, connettere e costruire alternative reali dal basso, a partire dai bisogni e dalla spinta delle comunità locali”.

“È fondamentale – proseguono – rimettere al centro le persone, l’ambiente, la salute e la cura, uscire da un’idea di sviluppo che produce morti, inquinamento, disuguaglianze in territori già vittime di investimenti brutali. Ripensare i territori come luoghi di relazione e di connessione è una responsabilità collettiva”.

Marco Merlini

La Rete italiana pace disarmo concentra l’attenzione sulla strategia del piano di riarmo europeo che “è parte della trasformazione dell’economia di pace in un’economia di guerra. Questa scelta incide profondamente sui territori che attendono da troppo tempo seri interventi di bonifica ambientale e di conversione industriale ecologica”.

Per la Rete occorre seguire una diversa via di politica industriale “per uscire dal ricatto occupazionale che impone come unica strada il lavoro per l’industria bellica e costringe le città ed i paesi ad essere sacrificate per scelte calate dall’alto”.

L’appuntamento in Piazza dei Cosmonauti, 5 di Colleferro, nell’aula Alta formazione della Biblioteca comunale Morandi, si ascrive all’interno delle iniziative che accompagnano al 28 marzo, quando a Roma si terrà la manifestazione nazionale in contemporanea con “Together”, a Londra, per nuove pratiche di resistenza a economia di guerra e stato di polizia.  interverranno molti relatori, tra i quali anche Natale Di Cola, segretario generale Cgil Roma e Lazio,  Giorgio Beretta, analista dell’Osservatorio Opal, e Cinzia Guaita, del Comitato riconversione Rwm E War Free. 

I temi sul tavolo

Numerosi gli argomenti che saranno trattati e che saranno oggetto, al termine degli interventi, di un dibattito aperto al pubblico. Si procederà con un’analisi della situazione della Valle del Sacco, dove “il progetto europeo di espansione dell’industria bellica e di incremento della sua produzione si realizza anche in un territorio già martoriato della valle del Sacco, tra le città di Colleferro e Anagni con l’insediamento di un nuovo sito di produzione”.

Si parlerà delle proposte alternative all’utilizzo delle risorse pubbliche per poi passare all’obiezione ragionata al Piano di riarmo europeo. Si tornerà poi nella Valle del Sacco per concentrarsi sulla filiera bellica e le emergenze ambientali del territorio. Quindi sarà oggetto di attenzione il tema dei settori chiave per la crescita di una buona occupazione e le ricadute positive nel campo della ricerca e infine le proposte della Campagna Sbilanciamoci.