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La partita per il rinnovo del contratto nazionale delle industrie manifatturiere delle pelli, dei succedanei, degli ombrelli e degli ombrelloni è ufficialmente aperta. A Firenze, il 13 febbraio 2026, Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil hanno varato la piattaforma rivendicativa per il triennio 1° aprile 2026 – 31 marzo 2029, dando il via al confronto con Assopellettieri.
L’obiettivo dichiarato è arrivare in tempi rapidi a un rinnovo che dia risposte concrete sul piano salariale e normativo. “Abbiamo varato questa piattaforma per dare avvio al confronto in tempi utili, auspicando di arrivare tempestivamente al rinnovo del contratto. I contenuti dovranno dare risposte importanti sia dal punto di vista salariale che normativo, per la salvaguardia del potere d’acquisto e la tutela dei diritti di chi opera in questo settore”, hanno dichiarato Sonia Tosoni, Raffaele Salvatoni e Livia Raffaglio, segretari nazionali delle tre organizzazioni.
220 euro per recuperare potere d’acquisto
Sul versante economico la richiesta è netta: un aumento salariale medio complessivo di 220 euro al terzo livello, comprensivo degli elementi economici diretti e del welfare. Una cifra che punta a recuperare potere d’acquisto in un comparto che, tra pressioni sui costi e trasformazioni delle filiere, vive una fase di tensione strutturale.
La richiesta salariale si inserisce in una piattaforma più ampia che mira a rafforzare il perimetro contrattuale e a consolidare tutele e strumenti di partecipazione in un settore fortemente frammentato, dove la catena del valore si estende ben oltre i confini dell’impresa principale.
Filiera, legalità e tracciabilità del made in Italy
Uno dei pilastri della piattaforma riguarda il rafforzamento della legalità lungo la filiera. I sindacati chiedono strumenti contrattuali per garantire trasparenza negli appalti, tracciabilità delle responsabilità tra committenti e fornitori e piena applicazione dei contratti collettivi di riferimento.
La qualità del settore, sostengono Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, passa anche dalla definizione di un protocollo sulla tracciabilità delle filiere produttive, con l’obiettivo di tutelare le produzioni made in Italy e l’origine del prodotto in un contesto globale sempre più opaco e competitivo.
Partecipazione, formazione e contrattazione di secondo livello
La piattaforma interviene anche sulla governance del settore, chiedendo il rafforzamento dell’osservatorio nazionale e la piena operatività dell’ente bilaterale. In tema di rappresentanza, i sindacati propongono l’introduzione di uno specifico articolo per dare attuazione all’accordo interconfederale del 10 gennaio 2014 e per ampliare il sistema delle informazioni a disposizione delle parti sociali.
Ampio spazio è dedicato alla contrattazione di secondo livello e alla formazione, considerate leve decisive per governare innovazione, organizzazione del lavoro e transizioni produttive in un comparto segnato da forte competizione internazionale e catene di fornitura complesse.
Orari, diritti individuali e nuove tutele
Nel capitolo normativo trovano spazio mercato del lavoro, orario, banca ore, lavoro parziale e inquadramento. La piattaforma interviene anche su diritti individuali e conciliazione vita-lavoro, con proposte su facilitazioni per lavoratori studenti, trattamento economico in caso di malattia, aspettative e permessi per ricovero del figlio, oltre a congedi parentali e permessi per motivi personali e familiari.
Tra i punti sul tavolo figura anche l’aumento delle maggiorazioni per il lavoro a turno, un tema sensibile in un settore dove la flessibilità organizzativa spesso si traduce in intensificazione dei carichi e irregolarità degli orari.
Sicurezza, ambiente e pari opportunità
La piattaforma rivendicativa affronta infine i temi di ambiente e sicurezza, pari opportunità e contrasto alle violenze e molestie. I sindacati propongono interventi per rafforzare la tutela nei luoghi di lavoro, promuovere politiche di inclusione e ridurre il gender pay gap, oltre a estendere i contenuti normativi contrattuali per prevenire e contrastare le molestie e le discriminazioni di genere.
Il confronto con Assopellettieri si apre così su un perimetro ampio, che intreccia salario, diritti, filiere e partecipazione. Una trattativa che si annuncia come un banco di prova per la tenuta contrattuale di uno dei segmenti simbolo della manifattura italiana.






















