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Scade domani, 9 gennaio, la proroga di sei mesi della Composizione Negoziata della Crisi (Cnc) del Gruppo Pro-Gest. Una scadenza che, in assenza di comunicazioni ufficiali sull’esito della procedura, accresce fortemente la preoccupazione delle lavoratrici e dei lavoratori e delle loro famiglie rispetto alle prospettive industriali e occupazionali del gruppo cartario trevigiano.
La Cnc era stata avviata nel gennaio 2025 e prorogata a luglio con l’obiettivo dichiarato di raggiungere un accordo con i creditori e definire un piano industriale sostenibile di rilancio. A poche ore dalla scadenza, però, non risulta al sindacato alcuna informazione certa sull’esito del confronto né sull’eventuale raggiungimento di un’intesa. “È urgente sapere se la procedura abbia prodotto un accordo positivo con i creditori e una prospettiva di continuità industriale oppure se, al contrario, si stiano aprendo scenari più critici, che potrebbero avere ricadute pesantissime su occupazione, stabilimenti e territori – scrivono Tiziana Basso, segretaria generale Cgil Veneto, e Nicola Atalmi, segretario generale Slc Cgil Veneto –. Il Gruppo Pro-Gest rappresenta una realtà di primaria importanza: 27 stabilimenti in Italia, di cui 14 in Veneto, e circa 1.100 dipendenti, la metà dei quali proprio nella nostra regione. Un gruppo cresciuto negli anni attraverso una politica di acquisizioni e di forte presenza sul mercato nel settore della carta e degli imballaggi”.
“Per queste ragioni – aggiungono –, le incertezze che circolano in queste ore sono oggettivamente allarmanti e riguardano centinaia di famiglie venete, oltre al futuro industriale di un comparto strategico. Chiediamo con urgenza al ministero delle Imprese e del Made in Italy e alla Regione Veneto di attivarsi immediatamente e convocare un tavolo di crisi, affinché venga fatta piena chiarezza sulla situazione e vengano assunte tutte le iniziative necessarie a tutela dell’occupazione e del tessuto produttivo”.






















