“Senza consenso è stupro”. Con questo slogan si è svolta la manifestazione nazionale del 28 febbraio, a Roma, contro il ddl Bongiorno in materia di violenze sessuali. Migliaia di persone – soprattutto donne, ma anche uomini, associazioni, sindacati ed esponenti politici – hanno sfilato per le strade del centro fino a piazza San Giovanni, chiedendo che il disegno di legge venga ritirato o modificato.

Il fulcro della protesta è il concetto di consenso, indicato come elemento essenziale per definire la violenza sessuale. Sugli striscioni fucsia che hanno accompagnato il corteo campeggiavano frasi come "Chi tace non acconsente”, “Senza consenso è sempre violenza”. La mobilitazione è stata organizzata dai centri antiviolenza e da realtà femministe e transfemministe, con il sostegno di Amnesty, Cgil, Fiom, Uil e Cobas.

Leggi anche