“Raccontare la missione dell’Arci a Cuba in pochi minuti non è semplice, anche perché si sommano le emozioni”. Walter Massa, presidente nazionale dell’associazione, è appena rientrato dall’isola e descrive una situazione “oggettivamente molto difficile”, segnata dal razionamento energetico in un Paese “provato da quasi settant’anni di blocco”.

Quando manca l’energia, spiega, “non funzionano i servizi di base, non funzionano le industrie, non si muove nessuno, non si muovono i taxi”. Il prezzo del gasolio ha raggiunto “gli 8 dollari al litro” e per fare rifornimento “ci si deve iscrivere a un’app preparata dal governo e attendere il proprio turno, con un massimo di 20 litri”. In molte zone periferiche si è rimasti senza elettricità “per oltre 40 ore”, con disagi pesantissimi. Le operazioni chirurgiche sono state sospese per giorni e “i medici in sala operatoria sono stati costretti a operare alla luce dei cellulari”.

Un quadro che trova riscontro nei racconti che arrivano anche in Italia. Ma, avverte Massa, c’è un elemento che spesso resta sullo sfondo: “In tutta questa situazione insostenibile c’è una resistenza attiva della popolazione cubana, energie e forze incredibili”. Un’attitudine maturata in decenni di embargo economico imposto dagli Stati Uniti all’inizio degli anni Sessanta.

In questa fase storica, riferisce il presidente dell’Arci, il governo ha scelto di dare priorità “al sistema sanitario, all’esercito e al turismo, che rimane la principale entrata economica per sostenere l’isola”. Allo stesso tempo continua l’investimento sulle rinnovabili. “Il presidente Díaz-Canel ci ha detto che hanno raggiunto il 47 per cento di produzione di energia alternativa o con gas. È un dato straordinario se pensiamo alla situazione che stanno vivendo”.

Per Massa è necessario raccontare le difficoltà, ma anche evitare una narrazione che riduca Cuba a “un’isola in ginocchio incapace di reagire”. Al contrario, sottolinea, “Cuba sta reagendo, sta programmando e investendo le poche risorse che ha per dare una speranza ai giovani e ai meno giovani”.

Da qui il richiamo alla campagna lanciata nei mesi scorsi da Arci, Cgil, Anpi e dall’associazione Italia-Cuba, per sostenere l’infrastrutturazione energetica dell’isola, con particolare attenzione al fotovoltaico. “Vogliamo investire sull’energia alternativa, ovviamente in accordo con le istituzioni cubane”, spiega.

A sintetizzare il senso di questa lunga stagione di resistenza è una frase del cantautore Silvio Rodríguez, ricordata da Massa: “Senza il blocco Cuba sarebbe un Paese ancora più generoso e solidale, capace di svilupparsi di più. Ma sarebbe anche un grande problema per l’egoismo internazionale”. Parole che, conclude il presidente dell’Arci, aiutano a cogliere “l’essenza di questa ingiustizia che il popolo cubano subisce da quasi settant’anni” e chiamano ciascuno “a fare la propria parte per superarla”.