Si è svolto questa mattina (mercoledì 22 luglio) al ministero delle Imprese e del Made in Italy l’incontro tra i sindacati nazionali e territoriali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, i rappresentanti delle istituzioni e la direzione aziendale di Pfizer per discutere della procedura di licenziamento che coinvolge 330 lavoratrici e lavoratori dello stabilimento di Catania, dove vengono prodotti farmaci iniettabili e dispositivi per la somministrazione di terapie.

Mentre il tavolo era in corso, una delegazione di lavoratrici e lavoratori ha manifestato davanti alla sede del ministero con slogan e cartelli. Contemporaneamente, i colleghi rimasti a Catania hanno proseguito il presidio iniziato nei giorni scorsi davanti ai cancelli dello stabilimento etneo.

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Il ministero chiede a Pfizer di rivedere il piano

“Abbiamo chiesto l’immediato ritiro della procedura di licenziamento e della chiusura dello stabilimento”, ha commentato al termine della riunione Valentino Vargas della Filctem Cgil nazionale. “Il ministero, riconoscendo la delicatezza della situazione e il ruolo strategico dell’impianto per il settore farmaceutico, si è allineato alle nostre richieste, sollecitando l’azienda a rivedere le proprie decisioni e a individuare soluzioni alternative capaci di preservare integralmente l’operatività del sito e tutti i posti di lavoro”.

Lavoratori Pfizer riuniti sotto la sede del ministero delle Imprese e del made in Italy (Davide Colella)

Sulla stessa linea Jerry Magno, segretario generale della Filctem Cgil Catania: “Chiediamo con forza che si fermi questa scelta sbagliata e che si apra subito un confronto vero, serio e trasparente per tutelare i lavoratori, le loro famiglie e il futuro produttivo dello stabilimento. Non accettiamo che siano le persone a pagare il prezzo di decisioni industriali incomprensibili e inaccettabili. La nostra posizione è chiara: servono investimenti, prospettive e rispetto, non tagli e licenziamenti”.

Il governo: “Catania resta un presidio strategico”

Nel corso del tavolo, presieduto dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, è stata ribadita la volontà di approfondire la situazione dello stabilimento etneo, valutarne le prospettive industriali e occupazionali e individuare ogni possibile soluzione per salvaguardare il lavoro e il tessuto produttivo del territorio. “Il sito di Catania deve continuare a rappresentare un presidio strategico per il settore farmaceutico: chiediamo all’azienda una revisione della decisione assunta in tempi rapidi”, ha dichiarato Urso. “È necessario avviare fin da subito un percorso condiviso, con tappe precise, per individuare una soluzione capace di garantire la continuità industriale, la tutela dell’occupazione e il rilancio dello stabilimento. Il Mimit è pronto a fare la propria parte, sostenendo ogni iniziativa utile, promuovendo nuovi investimenti e l’eventuale coinvolgimento di partner industriali”.

Nuovo incontro il 24 settembre

Durante il confronto, i rappresentanti di Pfizer hanno illustrato le ragioni del piano di riorganizzazione e, pur confermandolo, si sono riservati di svolgere ulteriori verifiche con la casa madre alla luce delle richieste avanzate dal ministero e dalle organizzazioni sindacali, che continuano a chiedere il ritiro della procedura di chiusura delle linee produttive e l’avvio di un percorso di rilancio del sito.

Il confronto proseguirà il prossimo 24 settembre con un nuovo tavolo al ministero, dal quale sindacati e istituzioni si attendono risposte concrete sul futuro dello stabilimento di Catania e dei 330 lavoratori coinvolti.