In otto anni di attività, il Rifugio Fraternità Massi ha garantito cibo, riparo, cure mediche e assistenza legale a 150 mila migranti in transito verso la Francia. Dal 1° settembre, l’assenza di fondi ha costretto la struttura a chiudere. Situato a Oulx, a pochi chilometri dalla frontiera, è nato per dare una risposta umanitaria alle migliaia di persone pronte ad attraversare i valichi alpini per raggiungere il territorio francese.
Un’esperienza di solidarietà, portata avanti dalla fondazione Talità Kum – grazie al supporto di centinaia di volontari e la collaborazione con “Rainbow for Africa”, “Sentieri Solidali” e la Diaconia Valdese – che da tre anni non riceve sovvenzioni pubbliche provenienti dal ministero degli Interni.
Da pochi giorni si è aperta una nuova esperienza, di natura emergenziale, per continuare a garantire accoglienza, supporto e tutela alle decine di uomini, donne e bambini che ancora giungono a Oulx. Nel piazzale della stazione, Rainbow for Africa e Diaconia Valdese, attraverso l’installazione di container, continuano a garantire assistenza medica e legale, mentre l’Associazione Sentieri Solidali distribuisce cibo, pasti caldi, vestiti e informa le persone sui pericoli della montagna.
Di notte, a pochi passi dal presidio, la Croce Rossa gestirà un campo di accoglienza, attraverso l’installazione di container, per offrire un riparo durante la notte. Una soluzione di emergenza che potrebbe dimostrare i suoi limiti quando le temperature scenderanno e il numero di persone sul territorio potrebbe aumentare.






















