Appuntamento il prossimo 28 marzo a Roma per la mobilitazione nazionale ‘Together’ in contemporanea con l’omonima manifestazione indetta dai movimenti sociali a Londra contro le destre. Un nuovo appuntamento dell’agenda politica emersa dall’Assemblea nazionale ‘O Re O Libertà’, svoltasi il 24 e 25 gennaio al centro sociale Tpo di Bologna, e che avrà un’assemblea nazionale di preparazione l’1marzo a Roma.

“Lanciamo un appello a tutti gli artisti e gli esponenti del mondo della cultura e dello spettacolo ad aderire all’iniziativa per una giornata di protesta internazionale nella Capitale, con un concerto finale, così come quella che si sta organizzando a Londra”, si legge nel comunicato.

Tra i promotori la Rete Nodl Sicrezza ‘A Pieno Regime’ e la Campagna Stop rearm europe, che hanno dato vita al percorso di convergenza sociale ‘No Kings - Contro i re e le loro guerre’ e ha coinvolto centinaia di reti e organizzazioni sociali e politiche “in un confronto che segna la fase di programmazione del movimento contro guerra e autoritarismo”.

Il movimento prende le origini da quello di protesta statunitense, No Kings, che nel 2025 ha dato vita alle manifestazione contro la deriva autoritaria promossa da Donald Trump, poi culminate con più di 2000 eventi in tutti gli Usa nel giorno del compleano del presidente statunitense, il 14 giugno. 

Un movimento che cresce

Gli organizzatori ricordano il precedente appuntamento che ha Bologna ha visto la partecipazione di oltre 2mila le persone in presenza e oltre 3mila connesse in streaming per i 160 interventi in due giorni. Tra i partecipanti anche rappresentanti del mondo sindacale come Barbara Tibaldi, segretaria della Fiom Cgil nazionale, ed Elena Crasta della Ces, la Confederazione europea dei sindacati).

“Sono le cifre di un’assemblea che ha avuto un successo record di partecipazione dal basso – sottolineano – dimostrando il forte bisogno di confronto e di autorganizzazione per elaborare nuove pratiche di resistenza per difendere la democrazia dall’economia di guerra e dall’avanzata dello Stato di polizia, a causa del Piano di riarmo europeo e delle nuove misure repressive, dai pacchetti sicurezza ai ddl Gasparri-Delrio”.

L’obiettivo è quello di aprire insieme “uno spazio politico nuovo che, per nascere, rompe con il mondo vecchio, che, da Minneapolis all’Iran, pur di conservare il potere reprime e uccide. Lo abbiamo fatto attraversando la nostra pluralità, dagli spazi sociali attaccati dal governo Meloni alle associazioni cattoliche, dai sindacati alle ong fino ai partiti.

Da qui non torniamo indietro e nelle prossime settimane attraverseremo l’Italia e l’Europa con un calendario di respiro nazionale e internazionale, Roma, Napoli, Torino. E ancora: da Berlino fino a Zagabria e Bruxelles, per uno sciopero generale europeo”.

Il calendario

È in via di compilazione un’agenda che ha però già fissato alcuni appuntamenti: 31 gennaio a Torino con Askatasuna al Corteo nazionale contro governo, guerra e attacco agli spazi sociali; il 14 febbraio a Napoli per la manifestazione regionale per la difesa degli spazi sociali; il 21 febbraio a Roma per manifestazione antifascista per Valerio Verbano.

E ancora, il 5 marzo in Germania e Italia ci sarà invece la giornata di mobilitazione territoriale contro la guerra, durante la manifestazione contro la leva militare in Germania “Guerra alla guerra”; 8 e 9 marzo con lo sciopero italiano transfemminista ‘Non una di meno’. In questo periodo, avranno anche luogo azioni conflittuali dislocate nei territori contro l’industria bellica, come a Vicenza contro la base militare americana Dal Molin.