Si chiude con un esito positivo la vertenza sulla centrale di sterilizzazione del Policlinico Umberto I di Roma. L’11 marzo, in prefettura, si è svolto il tentativo di conciliazione previsto dalla legge 146 dopo la proclamazione dello stato di agitazione da parte di Cgil e Filctem Roma e Lazio. La mobilitazione era nata dalla mancata convocazione da parte della Asl Roma 2 e della direzione del Policlinico rispetto alle richieste di incontro avanzate dalle organizzazioni sindacali.

Le criticità del bando di gara

Al centro della protesta c’erano le criticità contenute nel bando di gara relativo alla gestione della centrale di sterilizzazione. Secondo i sindacati, quelle condizioni avrebbero potuto avere ricadute negative sia sull’occupazione sia sui diritti acquisiti delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nel servizio. A preoccupare era anche il possibile impatto sulla qualità del servizio sanitario offerto ai cittadini della regione, un’attività delicata e centrale per il funzionamento dell’ospedale.

Revoca della gara e nuovo bando

Durante l’incontro in prefettura la direzione del Policlinico ha comunicato la decisione di revocare l’attuale bando di gara e di predisporne uno nuovo. La futura procedura dovrà prevedere il mantenimento della centrale di sterilizzazione all’interno della struttura ospedaliera, garantendo così la continuità occupazionale e reddituale del personale coinvolto.

Tutela del lavoro e clausola sociale

Secondo quanto emerso nel confronto, il nuovo bando terrà conto anche della legge regionale n. 9 del 2022 sugli appalti pubblici e della clausola sociale prevista dal contratto nazionale di settore. Strumenti che dovranno assicurare la salvaguardia dei posti di lavoro e delle condizioni economiche dei dipendenti impegnati nel servizio.

Sindacati: risultato significativo

Per Cgil e Filctem Roma e Lazio si tratta di un risultato significativo, ottenuto grazie alla mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori della centrale di sterilizzazione. L’esito del confronto, sottolineano i sindacati, consente di tutelare non solo le condizioni occupazionali ma anche la qualità di un servizio essenziale per il sistema sanitario pubblico.