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Le dichiarazioni del presidente di Confindustria Toscana Centro e Costa, Lapo Baroncelli, sulla possibilità di riconvertire verso il comparto della difesa parte delle aziende della moda aprono un confronto destinato a far discutere nel territorio fiorentino. A prendere posizione sono Filctem Cgil Firenze e Fiom Cgil Firenze: la crisi che attraversa alcuni settori produttivi esiste, ma la soluzione non può essere una riconversione verso la produzione bellica.
Per i sindacati, il punto non è negare le difficoltà. Molte imprese della filiera moda stanno attraversando una fase complessa, segnata dal rallentamento dei mercati e da trasformazioni profonde nelle catene produttive. Ma proprio per questo, sostengono Filctem e Fiom, serve una strategia industriale capace di rafforzare i distretti, non di snaturarli.
Il valore dei distretti
I distretti industriali della città metropolitana di Firenze rappresentano uno dei pilastri produttivi del territorio. Moda, meccanica e manifattura specializzata non sono semplicemente comparti economici: sono sistemi costruiti nel tempo, fatti di competenze tecniche, saperi artigianali, innovazione e lavoro.
Secondo i sindacati, parlare di riconversione verso la difesa significa ignorare questo patrimonio industriale. Le filiere locali, spiegano, non possono essere considerate comparti da smantellare o trasformare al primo segnale di difficoltà. Al contrario, devono essere sostenute con politiche industriali che ne valorizzino la qualità produttiva e la capacità di innovare.
Le proposte dei sindacati
Filctem e Fiom spiegano di essere impegnate quotidianamente nelle fabbriche e nei territori per costruire prospettive industriali solide. La loro proposta punta a rafforzare i distretti attraverso politiche coordinate che mettano in rete le imprese e superino la frammentazione produttiva.
Al centro della strategia indicata dai sindacati ci sono il lavoro dignitoso e sicuro, la lotta al dumping contrattuale e allo sfruttamento, ma anche investimenti in formazione e innovazione. Senza trasmissione dei saperi artigianali e industriali, avvertono, il rischio è perdere competenze che hanno reso il distretto toscano della moda uno dei più importanti al mondo.
Per Filctem e Fiom la competitività non può basarsi sulla riduzione dei diritti o sulla corsa al ribasso dei costi, ma deve fondarsi sulla qualità del made in Italy e sul valore della manifattura fiorentina.
La richiesta di un tavolo di confronto
Per questo i sindacati chiedono l’apertura di un tavolo di confronto con le istituzioni e con Confindustria. Un luogo di discussione che metta al centro i problemi reali dei distretti industriali della città metropolitana e individui soluzioni concrete per il loro rilancio.
L’obiettivo, spiegano, è costruire una strategia industriale capace di guardare al futuro senza rompere con la vocazione produttiva del territorio. La riconversione, per Filctem e Fiom, deve significare semmai diversificazione e innovazione, non trasformazione delle filiere manifatturiere in produzione bellica.






















