PHOTO
Condivisione delle responsabilità di cura e congedo parentale paritario. Sono i temi al centro della campagna nazionale lanciata – in occasione della Festa del papà del 19 marzo – dal coordinamento Belle Ciao della Cgil, insieme all’Unione degli Universitari (Udu) e alla Rete degli Studenti.
Lo slogan scelto – “Ma quale festa?” – ribalta il senso tradizionale della ricorrenza, trasformandola in un momento di denuncia delle disuguaglianze ancora radicate nella società italiana.
Il ritardo italiano sui congedi
Uno dei nodi principali riguarda il sistema dei congedi parentali. In Italia, alle madri spettano cinque mesi obbligatori, mentre ai padri sono riconosciuti solo dieci giorni. Un divario che appare ancora più evidente se confrontato con altri Paesi europei: in Spagna, ad esempio, i congedi sono già stati equiparati a 16 settimane per entrambi i genitori, mentre modelli simili in Finlandia e Svezia promuovono una maggiore equità e favoriscono anche l’occupazione femminile.
A questo si aggiunge un altro dato significativo: solo il 20% dei padri italiani utilizza il congedo parentale facoltativo, segno non solo di un retaggio culturale, ma anche delle difficoltà presenti nei luoghi di lavoro, dove spesso questa scelta è ostacolata o stigmatizzata.
La questione dei servizi: asili nido insufficienti
Accanto al tema dei congedi, la campagna pone l’accento sulla carenza di servizi per l’infanzia. Secondo i dati Istat del 2024, i posti negli asili nido coprono solo il 31,6% dei bambini, ben al di sotto dell’obiettivo europeo del 45%.
Il dato nasconde inoltre forti disuguaglianze territoriali: mentre al Nord l’offerta è più diffusa, in regioni come Sicilia e Calabria la copertura scende rispettivamente al 13,9% e al 15,7%.
In questo contesto, la cura dei figli continua a essere un onere privato e familiare, che ricade in larga parte sulle donne, spesso costrette a ridurre o abbandonare il lavoro.
Le richieste: condivisione reale e cambiamento culturale
La campagna oltre a denunciare la situazione porta avanti richieste precise: congedo parentale realmente paritario, potenziamento degli asili nido pubblici, introduzione dell’educazione affettiva e di genere nelle scuole.
Non bastano misure economiche o bonus: è necessario intervenire anche sul piano culturale, per superare stereotipi che continuano a relegare la cura a un ruolo femminile.
L’iniziativa del 19 marzo
Oltre alla campagna sui social, è stata organizzata un’azione simbolica a Roma, con l’esposizione di uno striscione vicino al Colosseo. L’obiettivo è chiaro: trasformare la Festa del papà in un’occasione di riflessione e per riportare al centro del dibattito pubblico un tema di interesse collettivo. Per Belle Ciao, Udu e Rete degli Studenti, infatti, non può esserci una vera festa finché la cura non sarà una responsabilità condivisa, sostenuta da politiche pubbliche adeguate e accessibile a tutte e tutti.





























