Sette giorni di cinema internazionale, commedie e dialogo interculturale a Roma. In programma 13 film da Bangladesh, Filippine, Pakistan, Germania, Marocco, Hong Kong e Italia, tutti a ingresso gratuito. Dal 10 al 16 luglio il Parco Giordano Sangalli di Tor Pignattara torna a trasformarsi in un'arena cinematografica all'aperto con la XIV edizione di Karawan – Festa di cinema, commedie e culture, il festival internazionale ideato e organizzato da Bianco e Nero Aps, che dal 2012 utilizza il cinema come strumento di incontro tra popoli, comunità e generazioni.

L’edizione 2026: “#StandTogether”

Nel cuore di uno dei quartieri più multiculturali della Capitale, il festival propone una settimana di proiezioni, incontri e attività aperte al pubblico, con l'obiettivo di raccontare il presente attraverso lo sguardo della commedia e delle cinematografie internazionali meno rappresentate nei circuiti commerciali. L'edizione 2026 è dedicata al tema della condivisione e della partecipazione, sintetizzato dal claim #StandTogether, un invito a riflettere sul valore dello stare insieme in un periodo segnato da tensioni e divisioni. Una scelta che conferma la vocazione di Karawan: affrontare temi sociali e culturali complessi attraverso il linguaggio accessibile e universale del cinema.

I temi: istruzione, parità, libertà d’espressione, diritti sociali

Il concorso internazionale presenterà sei lungometraggi provenienti dai suddetti Paesi, tutti in lingua originale con sottotitoli in italiano e inglese. Le opere affrontano questioni di grande attualità come il diritto all'istruzione, la libertà di espressione, l'identità, le trasformazioni sociali, la famiglia e l'emancipazione femminile. Ad aprire il festival, venerdì 10 luglio, è stato "Delupi", del regista bangladese Mohammad Touqir Islam, ospite della manifestazione. Presentato in anteprima italiana dopo il debutto all'International Film Festival Rotterdam, il film racconta la storia di una comunità che, dopo una devastante alluvione, affronta unita le difficoltà trasformando la solidarietà in speranza.

I titoli in programma

Tra le proiezioni in calendario quella di "Extrawurst" di Marcus H. Rosenmüller, commedia tedesca sull'identità e la convivenza multiculturale; "Flower Girl" del filippino Fatrick Tabada, racconto queer che affronta con ironia stereotipi e pregiudizi; "Ghost School" della regista pakistana Seemab Gul, presente al festival, dedicato al diritto all'istruzione e all'emancipazione femminile; "Porte Bagage" di Abdelkarim El-Fassi, road movie familiare tra Europa e Marocco; "The Snowball on a Sunny Day" di Philip Yung, commedia di Hong Kong sui legami familiari e i sogni di riscatto.

Il Concorso nazionale cortometraggi e gli incontri

Accanto al concorso internazionale torna anche il Concorso nazionale cortometraggi, dedicato ai nuovi talenti del cinema italiano. Sei le opere selezionate, sempre accomunate dall'attenzione ai temi dell'identità, delle relazioni e dei cambiamenti sociali. Come da tradizione, il programma è arricchito da incontri con registi e ospiti, talk, iniziative dedicate ai bambini e momenti di confronto su cittadinanza, diritti e partecipazione. L'arena del Parco Giordano Sangalli  si trasforma per sei giorni in uno spazio di aggregazione aperto al quartiere e alla città.

Il Premio nuove cittadinanze

Tra i progetti simbolo della manifestazione figura il Premio nuove cittadinanze, nato all'interno del percorso didattico "Impariamo l'italiano con il cinema", che coinvolge studenti dei corsi di italiano L2 del territorio. Attraverso la visione delle grandi commedie italiane, il cinema diventa uno strumento di apprendimento linguistico e dialogo interculturale. La serata conclusiva sarà dedicata alla proiezione di "Quo Vado?" di Gennaro Nunziante con Checco Zalone, scelto dagli stessi partecipanti ai laboratori e presentato, per la prima volta, con sottotitoli in lingua bangla, a testimonianza dell'impegno del festival nel rendere il patrimonio cinematografico italiano sempre più accessibile. Ma anche un’occasione per ribadire la centralità della questione della cittadinanza.

Il legame indissolubile tra cinema e territorio

Nato per riportare il cinema in un quartiere rimasto per anni privo di sale cinematografiche, Karawan è oggi considerato una delle esperienze più originali del panorama dei festival indipendenti italiani. Radicato nel territorio di Tor Pignattara ma aperto al dialogo internazionale, continua a promuovere il cinema come luogo di incontro e di costruzione di una cittadinanza inclusiva. L'ingresso a tutte le proiezioni è gratuito fino a esaurimento dei 200 posti disponibili.

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