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“Giovedì 9 luglio si è riunito il consiglio di sorveglianza di Volkswagen AG. Dalle informazioni che sono trapelate, non sarebbero state assunte decisioni definitive né sugli assetti societari del gruppo né sul futuro del complesso produttivo. Nonostante ciò, le linee di strategia industriale che emergerebbero sarebbero comunque preoccupanti”. A dirlo sono Samuele Lodi (segretario nazionale Fiom Cgil) e Simone Selmi (segretario generale Fiom Cgil Bologna)
“La razionalizzazione delle piattaforme, seppur mascherata da una dichiarata offensiva su modelli e software, e il riorientamento del business in Cina rischierebbero di mettere in discussione la continuità e l’insediamento industriale in Europa”, proseguono i due dirigenti sindacali: “Stante anche le proiezioni di volumi in riduzione strutturata del 20-30 per cento rispetto alla capacità installata (con la chiusura possibile di quattro stabilimenti in Europa), cui farebbe da contraltare un obiettivo di marginalità crescente tutto sulle spalle di lavoratrici e lavoratori”.
Da valutare sarà anche “l’impatto su tutta la catena di fornitura, che vede sul territorio italiano una presenza importante, non solo per l’insediamento di gruppi industriali tedeschi, ma anche di imprese locali in molti casi monomandatarie del gruppo Volkswagen”.
Lodi e Selmi evidenziano che “Ducati e Lamborghini siano da ritenere due marchi pilastro del gruppo Audi/Volkswagen che, nel corso degli anni, hanno dimostrato di essere realtà solide e strategiche nel panorama produttivo non solo italiano, ma internazionale, capaci di generare innovazione di prodotto e di processo, oltre che valore economico e sociale, grazie alla professionalità, alle competenze e all'impegno delle lavoratrici e dei lavoratori che vi operano”.
Per gli esponenti Fiom “le soluzioni industriali non sono da ricercarsi nel mercato finanziario, ma devono fondarsi nell'economia reale, attraverso strategie industriali di lungo periodo, nazionali, europee e globali, in grado di garantire occupazione, sviluppo industriale e prospettive certe per tutte le persone che lavorano in questo settore”.
Obiettivo sindacale, dunque, è la necessità di “difendere l'integrità industriale, produttiva e occupazionale di Ducati, Lamborghini e dell'intero gruppo Audi/Volkswagen. In questa discussione non è possibile pensare che le rappresentanze aziendali dei siti italiani e le organizzazioni sindacali siano semplici spettatrici delle decisioni che verranno assunte in Germania, ma sarà necessario individuare sedi e momenti di confronto e di decisione condivisa con la dirigenza del gruppo Volkswagen e con tutte le delegazioni sindacali a livello europeo”.
























