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7 ottobre 2021

Sulle tasse solo fumo elettorale

Paolo Andruccioli
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Guida sintetica alla lettura dei principali quotidiani italiani. Con uno sguardo particolare riservato al lavoro e al sindacato

Prime pagine
Lo scontro politico innescato dalla “diserzione” del Consiglio dei ministri da parte della Lega rimbalza ancora oggi su tutti i quotidiani che ne danno ovviamente interpretazioni diverse: i giornali di area del centro destra difendono Salvini e fanno finta che ci sia stata una giusta sollevazione contro un possibile blitz sulle tasse sulla casa e i patrimoni. Ma le cose stanno in modo molto diverso e le spiega bene – nel merito - la sottosegretaria all’Economia Maria Cecilia Guerra in una intervista sul Corriere della Sera (ne parliamo tra poco). Intanto vediamo i titoli principali. Corriere della Sera: “Draghi: nessuna patrimoniale”. Il premier replica alla Lega: non seguo il calendario elettorale. Salvini: resto nel governo. “Salvini sbatte su Draghi” è il titolo di apertura di Repubblica. Il premier non si piega ai diktat del segretario della Lega: “La nostra azione non può seguire il calendario elettorale”. Brunetta: se Matteo strappa si trova da solo. Il Carroccio fa marcia indietro e vota insieme alla maggioranza sulla Nadef. Il Messaggero: “Tensione Lega, Draghi va avanti”. Ancora più esplicito il titolo de La Stampa: “Draghi, uno schiaffo a Salvini”. British il titolo del manifesto: con una foto di Draghi con l’ombrello aperti: “No problem”. Duri e puri i giornali sovranisi. Libero: “Guerra sulle tasse. La Lega non molla”. Un po’ più moderato Il Giornale tricolore: “Draghi promette: no tasse, ora la palla passa ai partiti”. Nessun aumento delle tasse.

Ecco la verità sulla riforma fiscale. Parla Cecilia Guerra
La sottosegretaria all’Economia, Maria Cecilia Guerra, spiega esattamente le intenzioni del governo a proposito di tasse in una intervista sul Corriere della Sera a cura di Enrico Marro (p.4). “II disegno di legge delega sul fisco è stato approvato in consiglio dei ministri, ma senza il voto della Lega. Questo comprometterà ll cammino della riforma? “Non credo — risponde la sottosegretaria all'Economia, Maria Cecilia Guerra (Leu) —. Nell'iter parlamentare del provvedimento ci sarà un'ampia possibilità di confronto e quindi ci sono tutti i presupposti perché la delega venga approvata”. Come spiega lo strappo della Lega? “La Lega è in difficoltà dopo il risultato elettorale e ha necessità di rimarcare le proprie posizioni per non farsi sorpassare da Fratelli d'Italia. La delega è così diventata il pretesto per sventolare una sua bandierina”. Salvini dice che anche solo annunciare un possibile aumento delle tasse sulla casa tra 5 anni blocca da subito l'edilizia. “Nessuno ha annunciato un aumento delle imposte sulla casa né oggi né tra 5 anni. Nel disegno di legge c'è scritto che la revisione del catasto non viene utilizzata a fini fiscali. Non sono queste le intenzioni del governo”. E quali sono? “La prima è di contrastare l'evasione e l'erosione: abusivismo edilizio, edifici fantasma, terreni classificati come agricoli invece che edificabili. La seconda è di aggiornare le rendite a fini conoscitivi. Ci vorranno 5 anni. Nel 2026 il governo che ci sarà potrà prendere le decisioni che riterrà opportune. Sicuramente dalla revisione avremo sorprese, ma in un senso contrario a quello che teme la Lega». Ovvero? “Premesso che non stiamo parlando delle prime case, che sono esenti da imposte, mi aspetto che dopo la revisione delle rendite la maggioranza dei proprietari di seconde case scoprirà che se si utilizzassero le nuove rendite ai fini fiscali, cosa esclusa dalla delega, dovrebbe pagare di meno. Penso in particolare agli immobili ereditati, magari in comproprietà, in paesi o in zone di montagna che hanno subito processi di spopolamento e nelle periferie che hanno perso valore. Solo una minoranza scoprirebbe di dover pagare di più se si ragionasse a parità di gettito”. Quindi rendite a valori di mercato penalizzerebbero solo una minoranza? “Sì, nel quadro di una redistribuzione del prelievo di cui c'è assolutamente bisogno, perché oggi si paga su valori risalenti a trent'anni fa, che non hanno più senso..”
Molto netto il giudizio dell’ex ministro delle Finanze, Vincenzo Visco che parla oggi con una intervista sul Fatto Quotidiano (p.6). La sinistra, dice Visco, è ancora troppo timida ed è improbabile che la delega fiscale proposta da Draghi giunga in porto. In realtà la revisione degli estimi catastali sposta valore dai ricchi ai poveri. Pd e company si dovrebbero schierare subito per farlo. (l’intervista a Visco è a cura di Luciano Cerasa).

Pressing dei sindacati sulle pensioni. Ora si muove il Parlamento
Ne parla Marco Rogari sul Sole 24 ore (p. 2). “Un pressing incessante. È quello esercitato sulle pensioni dal Parlamento, oltre che dai sindacati, per "costringere" il governo ad adottare misure strutturali, e non "isolate" o in forma "una tantum", per gestire il dopo Quota 100. Un segnale chiaro è arrivato dalle risoluzioni sulla Nadef (che ha di fatto ignorato il dossier-previdenza) votate ieri dai due rami del Parlamento. Quasi in extremis la maggioranza ha trovato una non facile sintesi, soprattutto tra le posizioni della Lega e quelle di Pd e M5S, inserendo nel testo finale una chiara sollecitazione all'esecutivo, che viene impegnato a «prevedere l'implementazione di meccanismi di flessibilità in uscita del mercato del lavoro”. Una richiesta arrivata poche ore dopo l'intervento del ministro dell'Economia alle commissioni Bilancio di Montecitorio e Palazzo Madama, dove Daniele Franco ha anzitutto ribadito che quella delle pensioni è una delle ‘questioni aperte’, che sarà affrontata nella legge di bilancio. Le posizioni dei partiti sono molto diverse e la strada per la riforma è tutta in salita. In ogni caso il messaggio delle Camere al governo non lascia spazio a dubbi interpretativi: per il prossimo anno la sola proroga inversione allargata dell'Ape sociale non basta, occorrono altri interventi. Ed è sostanzialmente lo stesso arrivato sempre ieri dai sindacati nel corso di un'audizione alla commissione Lavoro di Montecitorio. “È necessario superare l'attuale sistema previdenziale, non intervenendo con semplici ritocchi ma operando una riforma complessiva”, ha detto per la Cgil Roberto Ghiselli tornando a chiedere una rapida convocazione da parte del governo, visto anche il ridotto tempo a disposizione prima del varo della legge di bilancio..

Le pensioni su Collettiva.it
Su Collettiva.it un approfondimento sul testo presentato ieri dalla Cgil durante l’audizione con tutte le proposte per una vera riforma del sistema previdenziale a cominciare dalla flessibilità in uscita. Le proposte della piattaforma unitaria rilanciate in Commissione dal segretario confederale della Cgil, Roberto Ghiselli. 

Pnrr, al via oggi la cabina di regia su ricerca e università
Il punto sul Sole 24 ore (p.3). Si terrà stamattina la prima cabina di regia, presieduta da Mario Draghi, sullo stato di attuazione del Pnrr. Questo primo appuntamento sarà dedicato ai progetti e alle riforme della missione 4 (istruzione e ricerca) e in particolare a quelli della ricerca e dell'Università. Si inaugura così un metodo che vedrà la cabina di regia riunirsi «ad assetto variabile», convocata di volta in volta con alcuni ministri che lavorano all'attuazione di una specifica missione. Oltre a Draghi e al sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, saranno presenti stamattina la ministra dell'Università e della ricerca, Maria Cristina Messa, il ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi, la ministra per le Autonomie, Maria Stella Gelmini, la ministra per la Famiglia, Elena Bonetti, la sottosegretaria allo Sport, Valentina Vezzali. ll presidente del Consiglio riconfermerà la priorità peril governo delle politiche per la Next generation La scelta di Palazzo Chigi di avviare la verifica dello stato di attuazione del Pnrr dai temi dell'istruzione, dell'università e della ricerca non è affatto casuale. Anche il presidente Draghi stamattina sottolineerà l'attenzione specifica del governo ai temi dei giovani e della Next generation che dà il nome al programma europeo. Arriveranno probabilmente dalla mattinata di oggi anche alcuni annunci importanti come la pubblicazione delle linee guida sugli investimenti per la ricerca cui ha lavorato nelle settimane scorse la ministra Messa. Ma le riunioni della cabina di regia avranno come obiettivo primario quello di verificare lo stato di attuazione dei singoli capitoli del Pnrr, con particolare attenzione ai target previsti per il 31 dicembre 2021 e a quelli del 30 giugno 2022 che hanno bisogno di una preparazione lunga, come bandi di gara, processi autorizzativi. li governo vuole dai singoli ministri un resoconto mensile degli step di avvicinamento ai traguardi previsti dal Piano…

Giovannini: 62 miliardi per le infrastrutture
Il ministro illustrata il quadro sul Sole 24 ore (p.13). “In tre mesi abbiamo fatto una corsa straordinaria e non l’abbiamo fatta da soli perché c'erano già progetti identificati e criteri fissati. Ed è grazie alla collaborazione ottima con le Regioni e i territori che il percorso è stato molto agevole”. Chiudendo la tre giorni di lavori del summit sul Made in Italy, il ministro delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili, Enrico Giovannini, rivendica il lavoro portato avanti dal suo dicastero rispetto al Recovery Plan: “Per ciò che riguarda le riforme, due sono già state attuate, due sono in fase di attuazione con la conversione del decreto legge su infrastrutture e trasporti, che entro ilio novembre sarà votato in via definitiva dal Parlamento, e una richiede un intervento di tipo amministrativo già in preparazione”. Quanto agli investimenti, Giovannini ricorda che, su questo fronte, “siamo decisamente il primo ministero perché, dei nostri 62 miliardi (includendo anche le risorse del Fondo complementare, ndr), ne abbiamo già impegnati, attraverso il contratto di programma con Fs e gli accordi con Regioni e città, circa il 75% e nei prossimi giomi arriveremo al 92%...”.

Trecento mila assunzioni tra i disoccupati. Parte il pogramma Gol
Se ne parla sul Messaggero (Rosario Dimito e Francesco Bisozzi a pagina 6). Parte il programma Gol, maxi piano per l'occupazione che assorbe 4,4 miliardi del Pnrr: pronto il decreto interministeriale, del ministero del Lavoro e di quello dell'Economia, che assegna le prime risorse per rilanciare le politiche attive per il lavoro. Manca solo la firma del ministro del Tesoro Daniele Franco, dopodiché il decreto verrà portato in Conferenza Stato-Regioni per il via libera definitivo. 

Nei progetti dei fondi europei il Parlamento avrà un ruolo centrale
Ne è convinta la presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati intervistata da Virginia Piccolillo sul Corriere della Sera (p.11). “Il Pnrr – spiega Casellati -sarà l'occasione per il Parlamento di recuperare pienamente la sua centralità e far rientrare nei binari costituzionali il procedimento legislativo. Alle Camere, infatti, è attribuito il ruolo strategico di controllare che le riforme per la ripresa economica siano attuate, promuovendo anche una semplificazione legislativa che aiuti famiglie, imprese e amministrazioni locali a non essere soffocate da una burocrazia inutile e oppressiva. Il Senato italiano non si è fermato mai. Ha scelto di proseguire il lavoro in presenza anche nei momenti più acuti della pandemia, mentre alcune Assemblee hanno risposto con il voto a distanza….”. 

Meno punti per il salario minimo. Ci vuole la legge sulla rappresentanza
Ne parla Giorgio Pogliotti sul Sole 24 ore (p.2) “Perde quota l'ipotesi di introdurre il salario minimo legale in Italia. Dalle elezioni è uscita assai indebolita la principale forza politica, il M5S, che ne ha fatto un vero e proprio cavallo di battaglia. Ma anche a livello europeo la proposta di direttiva Ue di gennaio 2020 non ha alcun impatto sul nostro Paese, visto che fa riferimento a nazioni con livello di copertura contrattuale inferiore al 70%, escludendo dunque Italia e i paesi scandinavi dove la percentuale oscilla tra l'80% e il 90%; l'unica disposizione comune, che dunque riguarda anche il nostro Paese, fa riferimento alla «promozione della contrattazione collettiva”. A questo proposito va ricordato che nell'Unione europea, i salari minimi legali stabiliti per legge sono presenti in 21 Stati membri, mentre in sei Stati membri (tra cui l'Italia) la determinazione dei salari è affidata alla contrattazione collettiva. Il tema, prima inserito e poi scomparso dal Pnrr, in questo clima sembra avere poche chances di restare nell'agenda del governo Draghi, stando anche alle recenti dichiarazioni del ministro del Lavoro, Andrea Orlando, secondo cui “l'introduzione del salario minimo indebolisce i lavoratori, non li rafforza, credo che vada legata ad una legge sulla rappresentanza, inquadrandola nel perimetro della direttiva europea, perché non indebolisca la forza di contrattazione del sindacato..”.

Emma Marcegaglia dice no allo smart working di genere
La ex presidente di Confindustria Emma Marcegaglia (che in questo ore ha suscitato varie polemiche sulla proposta di rilanciare il nucleare) sulle discriminazioni contro le donne nella nuova organizzazione del lavoro post pandemia ha le idee chiare. Le espone oggi in una intervista sull’Avvenire (Cinzia Arena a pagina 6). Le donne hanno pagato di più la pandemia in termini di occupazione, quali soluzioni prospettate? In Italia la percentuale di occupazione femminile era del 50% ed è scesa al 48,3% con la pandemia. Se noi arrivassimo ad un pareggio tra il tasso di occupazione femminile e quello maschile, prendendo come obiettivo il 70% della Svezia, questo produrrebbe nei Paesi Ocse un aumento del Pii di seimila miliardi di dollari. Questo per dire che l'empowerment femminile non è un tema solo etico ma anche economico. “Abbiamo fatto anche una riflessione sul vantaggio-svantaggio dello smart working – spiega Marcegaglia - se diventa solo un lavoro per "donne" rischia di essere una ulteriore ghettizzazione, se è una misura per tutti invece aiuta la conciliazione. La stessa strategia si può adottare anche per i giovani? Anche loro hanno sofferto moltissimo la crisi. Le misure da adottare anche in questo caso sono la decontribuzione, gli incentivi per le assunzioni ma soprattutto un investimento sulla formazione. Dopo un anno e mezzo di dad purtroppo il livello di preparazione dei nostri studenti è diminuito…”

Quanto vale la vita di un lavoratore? A proposito delle indagini sulla morte di Luana D’Orazio
La riflessione è di Paolo Ferrario sull’Avvenire (p. ). Quanto vale la vita di un lavoratore? Quella di Luana D'Orazio l'8% in più di produzione. Alla tragedia della 22 enne di Prato, mamma di un bimbo di 5 anni, straziata dall'orditoio cui lavorava lo scorso 3 maggio, si aggiungono nuovi, raccapriccianti particolari. Nel dispositivo di conclusione delle indagini sono riportati alcuni particolari degli approfondimenti sui macchinari dell'opificio di Montemurlo, eseguiti dalla Guardia di Finanza, da cui emerge come la manomissione dei dispositivi di sicurezza, già accertata dalle indagini nei giorni successivi all'incidente, sia stata eseguita per ottenere, appunto, l'8% di produzione in più. Un espediente che, notano gli inquirenti, “non avrebbe però generato alcun guadagno per l'azienda», perché il macchinario cui era addetta la giovane operaia era "da campionatura", la cui quantità di produzione non influisce sul fatturato aziendale. Un particolare che, in ogni caso, non sposta di un millimetro la questione: nessun incremento di produzione e fatturato — piccolo o grande che sia — giustifica il sacrificio di una vita umana. Mai. In nessun caso, in nessuna azienda, in nessun territorio. Eppure, confermano le indagini, è proprio ciò che è successo a Luana (e alla sua famiglia), una tragedia per cui, ora, ci sono tre rinviati a giudizio: Luana Coppini, titolare dell'impresa e il marito Daniele Faggi, ritenuto dalla procura amministratore di fatto dell'azienda e Mario Cusimano, il tecnico manutentore dell'impianto. Che, quando Luana è morta, viaggiava ad alta velocità con le saracinesche di sicurezza alzate, anziché abbassate come di prassi, proprio per motivi di sicurezza. Se così fosse stato, è la conclusione di chi indaga, Luana non sarebbe rimasta intrappolata nell'orditoio e non sarebbe morta. Per questo motivo, ai tre indagati è contestato non soltanto l'omicidio colposo ma anche la rimozione dolosa delle cautele anti infortunistiche. La storia di Luana, diventata suo malgrado il "volto" dei morti sul lavoro, è simile a quella di tante altre vittime, uccise dalla 'fretta incosciente" che sta caratterizzando questa ripresa post-pandemia. Naturalmente, non si può e non si deve generalizzare, ma il problema esiste se, per esempio, l'86% delle aziende ispezionate risulta irregolare. O, ancora, se, la settimana scorsa, in appena tre giomi si sono contati 15 morti sul lavoro, 772 nei primi otto mesi del 2021, più di tre al giorno…

Parola d’ordine “partecipazione”. Appuntamento oggi a piazza Vittorio
L’appuntamento è per oggi pomeriggio, a Roma, parco di Piazza Vittorio alle 15,30. La Cgil e molti enti, associazioni e reti della società civile si incontreranno per discutere del futuro del Paese. L'iniziativa basata su tre panel di discussione (Welfare, Ambiente, Rivoluzione digitale) si chiuderà con un dibattito che sarà trasmesso in diretta su Collettiva.it a cui, dalle ore 18, parteciperà tra gli altri il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. La Cgil e le associazioni che hanno aderito all’iniziativa ritengono grave l’assenza di una discussione pubblica sul Pnrr, il Piano nazionale di ripresa e resilienza, le cui risorse andrebbero declinate per il miglioramento della qualità della vita e del lavoro delle persone, per orientare in senso democratico il cambiamento tecnologico, per garantire una transizione ecologica fondata su uno stretto rapporto tra giustizia sociale e ambientale. La mancanza di un dialogo sociale e l’assenza di un adeguato sistema di monitoraggio richiesti tra l’altro dall’Unione Europea, destano preoccupazione proprio in relazione alle modalità con cui verranno indirizzate le azioni del Piano sia a livello Nazionale che locale.  La giornata di oggi per la Cgil e tutte le altre organizzazioni che vi prenderanno parte non è vissuta come punto di arrivo, ma come momento di partenza per un percorso diffuso e partecipato, capace di mantenere vivo il confronto e l’iniziativa comune.

L’elenco delle associazioni che partecipano: Actionaid Italia, Anpi, Arci, Associazione Fairwatch, Associazione Terra!, Auser, Avviso Pubblico, Centro per la riforma dello Stato, Cittadinanzattiva, Cnca, Federconsumatori, Fondazione Lelio e Lisli Basso, Forum italiano dei movimenti per l’acqua, Forum disuguaglianze e diversità, Greenpeace, Kyoto club, Legambiente, Libera, Rete Salute Welfare territorio, Rete studenti medi, Sbilanciamoci, Unione degli universitari, Wwf Italia

Su Collettiva.it

In apertura oggi, i precari del clic, sull'iniziativa della Ces sul lavoro dignitoso . Ne parla Sofia Chierici. In occasione appunto ella giornata mondiale del lavoro dignitoso, la Ces guarda all'impiego su piattaforme digitali come a un'urgenza tutta europea e chiede alla Commissione di adottare una direttiva per regolamentare la giungla del lavoro su piattaforma. Nella rubrica Buona Memoria di oggi si ricorda la mobilitazione antirazzista in Italia dopo l'uccisione dell'immigrato Jerry Masslo. 

Tutti gli appuntamenti
Per tutti gli appuntamenti in calendario vedi l’agenda sul sito della Cgil nazionale:  e l’agenda di Collettiva.it.