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“I dati sul mercato del lavoro a maggio diffusi dalla Bussola di Veneto Lavoro non possono essere letti in modo trionfalistico come fa l’assessore Pavanetto: non va tutto bene – dichiara Tiziana Basso, segretaria generale della Cgil regionale –. Dietro l’aumento complessivo dell’occupazione si nascondono segnali di peggioramento nella qualità e nella stabilità del lavoro. Se guardiamo al lavoro stabile emerge chiaramente un rallentamento. Il saldo dei contratti a tempo indeterminato tra gennaio e maggio 2026 risulta meno favorevole rispetto allo stesso periodo del 2025, quando si registravano +14.800 posizioni anziché le +11.800 di quest’anno”.
Basso, Cgil Veneto: “Non basta contare quanti posti di lavoro si creano, bisogna guardare alla loro qualità, stabilità e retribuzione”
Per la Cgil è ancora più preoccupante il dato del solo mese di maggio: il saldo dei contratti a tempo indeterminato (+620) è quasi dimezzato rispetto all’anno precedente (+1.100). Questo avviene a fronte di un calo delle assunzioni (-7%) e delle trasformazioni da contratti precari a stabili (-5%). “Sono numeri –sottolinea Tiziana Basso – che raccontano una realtà ben diversa da quella dipinta come ‘resiliente’ da Pavanetto”.
C’è anche da considerare che nel periodo in esame la crescita dell’occupazione è trainata soprattutto da turismo e terziario, settori nei quali prevalgono lavori stagionali, discontinui e spesso con basso salario: per la Cgil non è questo il modello di sviluppo che può garantire futuro al Veneto.
La Cgil Veneto sottolinea anche che il rallentamento dell’industria non può essere liquidato semplicemente come effetto del contesto internazionale: servono politiche industriali, investimenti e strategie di lungo periodo. Senza manifattura forte, il sistema economico regionale rischia di indebolirsi progressivamente sempre di più.
“Serve più concretezza e meno autocelebrazione – conclude Basso –. Non basta contare quanti posti di lavoro si creano, bisogna guardare alla loro qualità, stabilità e retribuzione. La Regione deve mettere al centro lavoro stabile, diritti, sicurezza e salari dignitosi.”






















