Si è svolta ieri, 19 giugno, a Brindisi l’iniziativa “Chimica. Quale futuro per l’industria delle industrie?”, promossa dalla Cgil Puglia e dalla Filctem Cgil nazionale al Nuovo Teatro Verdi. L’appuntamento è arrivato a poco più di un anno dalla decisione di Eni di dismettere la produzione della chimica di base in Italia, con l’avallo del Ministero del Made in Italy, e a pochi giorni dall’annuncio di Basell sulla volontà di chiudere l’impianto di polipropilene di Brindisi.
A concludere l’iniziativa è stato il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, che ha ribadito la contrarietà del sindacato alle scelte di dismissione della chimica di base e ha denunciato l’esclusione della Filctem dal confronto istituzionale. “Non possiamo accettare quello che sta succedendo, tanto meno siamo disponibili ad accettare l'esclusione che viene fatta al sindacato della nostra categoria semplicemente perché non ha firmato l'accordo di dismissione della chimica di base”, ha affermato Landini.
Il segretario generale della Cgil ha poi sottolineato come la vertenza di Brindisi si inserisca in una più ampia crisi industriale del Paese: “Oggi siamo qui a Brindisi a discutere del petrolchimico e della centrale Enel, ma in realtà stiamo discutendo del rischio che il nostro Paese corre di perdere pezzi interi del sistema industriale. Siamo contrari alle scelte che Eni e Governo stanno facendo di disinvestire sulla chimica di base. Questo si affianca alle non scelte sull’Ilva, al ritardo e alla desertificazione che si stanno determinando nel settore dell’automotive. Difendere queste attività non significa solo difendere un territorio e l’occupazione a Brindisi, ma rilanciare con forza la necessità di investimenti pubblici e privati per il sistema industriale e occupazionale del Paese”.
Dal palco del Nuovo Teatro Verdi sono intervenuti il segretario generale della Cgil di Brindisi, Massimo Di Cesare; il segretario generale della Filctem Cgil, Marco Falcinelli; il presidente Ires ER, Giuliano Guietti; il professore ordinario di Chimica Industriale di UNIBO, Francesco Basile; la segretaria generale della Cgil Puglia, Gigia Bucci; il presidente di Confindustria Brindisi, Giuseppe Danese; il segretario generale della Fiom Cgil, Michele De Palma; e Antonio Decaro, Presidente della Regione Puglia.
Nel suo intervento, Marco Falcinelli ha chiesto una strategia industriale nazionale per salvaguardare il comparto. “In un panorama complessivo nazionale in cui si registra una grave fase di deindustrializzazione, non capisco perché, se c’è chi propone la possibile nazionalizzazione dell’Ilva, azienda strategica per l’acciaio, non si possa richiamare un’azienda partecipata dallo Stato come Eni Versalis a mantenere e difendere un settore strategico per l’industria italiana come la chimica di base”, ha dichiarato.
Falcinelli ha quindi evidenziato la necessità di investire in ricerca e innovazione: “Un Paese che guarda i propri giovani emigrare all’estero per trovare un’occupazione adeguata, con una spesa per la ricerca pubblica che conta appena lo 0,5%, denota un impegno non sufficiente. L’investimento in innovazione, in un’ottica di giusta transizione, è essenziale per salvare Brindisi e il resto dell’industria del Paese, ma necessita di investimenti e di un piano industriale nazionale che abbia come guida e regia lo Stato”.
Il segretario generale della Filctem ha infine denunciato l’esclusione del sindacato dal tavolo nazionale sulla chimica convocato per l’8 luglio: “La chimica di base è un asset strategico per l’industria italiana, lo ribadiamo oggi e denunciamo il tentativo del Governo di escludere il più grande sindacato italiano dal tavolo nazionale sulla chimica. Questo non è solo il tentativo di discriminare il dissenso, ma è la negazione di un diritto costituzionale di tutte le lavoratrici e i lavoratori che la Filctem-Cgil rappresenta”.






















