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Incidente mortale oggi (lunedì 12 gennaio) all’ex Ilva di Taranto. La vittima è Claudio Salamida, operaio di 46 anni, nato ad Alberobello ma residente a Putignano (Bari). Salamida lascia una moglie e un figlio piccolo.
L’incidente è avvenuto nel reparto Acciaieria 2 dello stabilimento. L'uomo era impegnato nei controlli su alcune valvole del convertitore 3 (reparto rimasto chiuso fino a 15 giorni fa per lavori di manutenzione), quando è precipitato dal quinto piano. Secondo la prima ricostruzione, avrebbe ceduto il pavimento grigliato sul quale in quel momento si trovava il lavoratore.
Sindacati: indetto lo sciopero immediato
A seguito dell'incidente mortale, Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil hanno dichiarato 24 ore di sciopero a partire da subito da svolgersi in tutti i siti del gruppo con articolazioni territoriali. “In attesa di conoscere la dinamica – scrivono i sindacati nazionali - tutti i lavoratori dell'ex Ilva e del mondo metalmeccanico si stringono intorno alla famiglia del lavoratore”.
Fiom: “Da tempo chiedevamo interventi per la sicurezza”
“È inaccettabile l'infortunio mortale di oggi all’ex Ilva a Taranto”, dicono Michele De Palma (segretario generale Fiom Cgil) e Loris Scarpa (coordinatore nazionale siderurgia Fiom Cgil): “Scioperiamo unitariamente perché chiediamo da tempo interventi ordinari e straordinari per la prevenzione e la salute e sicurezza dei lavoratori”.
“È una tragedia che doveva essere evitata, ma le nostre richieste sono rimaste inascoltate”, proseguono i due dirigenti sindacali: “In questi mesi abbiamo scioperato e manifestato per ottenere investimenti e un piano occupazionale e di decarbonizzazione, invece oggi ci troviamo a dover piangere un lavoratore. Ci stringiamo intorno alla famiglia di Claudio Salamida, cui esprimiamo la nostra solidarietà”.
De Palma e Scarpa così concludono: “Si apra immediatamente il negoziato presso la presidenza del Consiglio per mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori e si avvii la decarbonizzazione degli impianti. Il governo deve investire le risorse necessarie per garantire il futuro del gruppo siderurgico dell’ex Ilva. Sarà compito della magistratura accertare le cause e le responsabilità, come Fiom Cgil ci costituiremo parte civile”.






















