Lunedì 9 marzo scuola in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne sciopero dell’intera giornata nei settori della scuola, università, ricerca, Afam, formazione professionale e scuola non statale. Lo ha proclamato la Flc Cgil. Che, in una nota, dichiara: “Intendiamo riaffermare i diritti delle donne, a partire da quello all'autodeterminazione e alla parità di genere, davanti alla evidente recrudescenza di una cultura maschilista, misogina e patriarcale, che si traduce in frequenti episodi di violenza e discriminazione delle donne”.
L’Italia, si legge ancora, “continua ad essere ai primi posti nel mondo per gender pay gap e per incidenza del lavoro povero e precario; il lavoro di cura è ancora tutto scaricato sulle donne e le professioni che vedono una maggiore presenza femminile sono le più sottopagate”.
“Inoltre, la deriva autoritaria del governo si traduce in volontà di controllo sul corpo delle donne e legittima le tante forme di discriminazione e violenza. Disegni di legge come quello sulla violenza sessuale, che sostituisce il ‘consenso libero e attuale’ con il ‘dissenso’ rivelano una chiara scelta politica: tutelano gli abusanti e costringono le donne, nelle aule dei tribunali, a subire una rivittimizzazione costante al solo scopo di essere credute”, continua la Flc.

E inoltre, “di fronte all’aumento vertiginoso dei casi di sopraffazione e violenza, che sempre più spesso riguardano giovani e giovanissime/i sia come vittime che come aggressori, il governo continua a negare l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole”.
“Non possiamo più accettare l’irresponsabilità e l’arretratezza culturale della classe politica che guida il Paese. Serve una reazione decisa, immediata e strutturata. Lo sciopero è uno strumento di lotta, espressione di un impegno che per la nostra organizzazione va oltre l’8 e il 9 marzo, per farsi azione concreta e quotidiana nei luoghi di lavoro e nella società”, conclude la nota.