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Stato di agitazione alla Gesesa S.p.A.. Le segreterie territoriali di Filctem Cgil Avellino-Benevento, Femca Cisl Campania e Uiltec Uil Avellino-Benevento, insieme alla Rsu, hanno attivato la procedura di tentativo obbligatorio di conciliazione presso la Prefettura di Benevento. Un passaggio formale che segna l’escalation di una vertenza che riguarda il futuro del servizio idrico nel Sannio e le condizioni di lavoro del personale
I sindacati parlano di un’azienda sospesa, intrappolata in un limbo gestionale. Per effetto della gara regionale, Gesesa dovrebbe trasferire il servizio alla nuova Sannio Acque S.r.l. ma mancano atti formali, comunicazioni ufficiali, un cronoprogramma chiaro. E senza certezze diventa impossibile programmare investimenti, manutenzioni, approvvigionamenti
Gara chiusa, ma nessuna chiarezza
La procedura per la selezione del socio privato operativo della costituenda Sannio Acque risulta formalmente conclusa da maggio 2025. Tuttavia non è stata comunicata l’aggiudicazione definitiva. Non sono stati chiariti tempi e modalità di formalizzazione. Non è stato illustrato il profilo del soggetto selezionato. E resta indefinito il quadro dell’adesione dei 78 Comuni del territorio sannita
Manca anche un piano economico-finanziario capace di garantire stabilità gestionale e continuità del servizio. Nel frattempo i lavoratori operano con carichi crescenti, reti da ammodernare, manutenzioni in ritardo e pressioni operative costanti. L’incertezza sul futuro professionale si somma alle difficoltà quotidiane
L’estate alle porte e il rischio emergenza
C’è poi un nodo che pesa più di tutti: l’estate. Il territorio sannita ha già sperimentato criticità idriche e tensioni sociali. Affrontare un’altra stagione calda nelle attuali condizioni di precarietà gestionale, avvertono i sindacati, non è più sostenibile
Secondo le organizzazioni sindacali la distanza tra l’impegno quotidiano del personale, che continua a garantire la piena continuità del servizio idrico integrato, e l’inerzia politico-istituzionale ha superato il limite. Per questo chiedono la convocazione urgente di un tavolo istituzionale in Prefettura, con tutti i soggetti coinvolti, per ristabilire chiarezza, responsabilità e un percorso certo che tuteli lavoratori e cittadini























