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Sui muri la scritta “Righi fascista, la scuola è nostra”, firmata da una svastica. Estintori svuotati e vetri rotti, carte buttate per terra, arredi distrutti, atti vandalici che costeranno alla Città metropolitana almeno 10 mila euro per essere riparati e hanno costretto il preside, Giovanni Cogliandro, a sospendere le lezioni nella sede succursale del liceo romano, in via Boncompagni, a due passi da via Veneto.
Questo lo stato in cui i docenti, personale Ata e studenti, arrivati nella mattinata del 9 febbraio, hanno trovato l’edificio. “Ignoti durante il fine settimana, probabilmente nella notte, si sono introdotti a scuola e hanno creato dei danni notevoli – ha detto il dirigente scolastico –. Hanno sporcato pesantemente tutte le classi del plesso, creando danni al materiale scolastico, e francamente questo è il gesto più grave. Contiamo di poter autorizzare la ripresa delle lezioni mercoledì mattina, l’11 febbraio. Siamo tristi, io, i docenti e le famiglie per questo clima di tensione immotivata che continua in queste settimane”. Già durante l’occupazione dello scorso novembre, il Righi era finito nel mirino di attivisti di estrema destra che al grido di ‘duce, duce’ e ‘Boia chi molla’ avevano tentato, più di una volta, penetrare all’interno del liceo occupato.
La Flc Cgil e la Cgil di Roma Centro Ovest e Litoranea hanno espresso la più ferma condanna per il grave attacco subito e hanno manifestato totale solidarietà al Dirigente Scolastico, al personale docente e ATA, e a tutta la componente studentesca.
Flc e Cgil: “Un attacco mirato a un’istituzione pubblica”
“Non si tratta di semplice vandalismo – scrive il sindacato –, ma di un attacco mirato a un’istituzione pubblica. Dopo i fatti dello scorso novembre, il Liceo Righi torna a essere bersaglio di azioni che, richiamandosi alle pagine più buie della storia, tentano di inquinare il clima scolastico con la logica della violenza e della sopraffazione”.
La Flc Cgil e la Camera del Lavoro ribadiscono che la scuola pubblica è, e deve rimanere, il principale presidio di democrazia, il luogo dove si costruisce la cittadinanza attiva attraverso il confronto libero e il pensiero critico. “In un momento storico in cui i discorsi d’odio tentano di farsi spazio nel dibattito pubblico – scrivono –, le nostre aule rappresentano l’argine fondamentale contro ogni forma di barbarie e intolleranza”.
“A chi usa la svastica come simbolo e la devastazione come linguaggio, rispondiamo che non ci faremo intimidire. La scuola della Costituzione è antifascista, inclusiva ed egualitaria. Saremo sempre al fianco di lavoratrici, lavoratori e studenti per difendere questi valori: non un passo indietro contro chi vorrebbe riportare indietro le lancette della storia”, si conclude la nota.
























