È caduto da un’altezza di circa 7 metri Vincenzo Itasi, l’operaio 59enne che ha perso la vita in un’azienda agricola a Vicofertile in provincia di Parma, lo scorso 27 gennaio. Da una prima ricostruzione dell’incidente avvenuto nel pomeriggio, l’uomo, cadendo, avrebbe battuto il capo su una macchina tagliafieno, un urto fatale.  L’operaio stava svolgendo lavori di ristrutturazione in una stalla. Le indagini sono coordinate dal pm, Domenico Galli della Procura di Parma.

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Cgil, Cisl, Uil Parma con i sindacati dell’edilizia e dell’alimentare: “Occorrono azioni concrete e immediate”

É con grande dolore che le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil e dei rispettivi sindacati di categoria dell’edilizia Fillea, Filca, Feneal, e dell’alimentare, Flai, Fai, Uila, hanno appreso dell’ennesimo infortunio sul lavoro avvenuto nella provincia. “Ancora una volta un lavoratore edile, impegnato in opere di ristrutturazione all’interno di un’azienda agricola del nostro territorio, è stato coinvolto in un grave incidente sul lavoro che ne ha causato il decesso. Ormai gli appelli e le sensibilizzazioni che le organizzazioni sindacali chiedono con forza da tempo non sono più sufficienti per fermare queste tragedie. Occorrono azioni concrete e immediate, investimenti sulla prevenzione, sostegno agli organismi di vigilanza e una formazione continua esigibile per tutti i lavoratori, diretti e indiretti, come diritto fondamentale”.

Le Federazioni degli edili e dell’agrondustria chiedono che i lavoratori siano messi nelle condizioni di saper percepire il rischio e al contempo improntare l’organizzazione del lavoro alla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. “È necessario – scrivono – rafforzare l’attività di verifica e controllo rispetto alla effettiva fruizione della formazione, informazione e addestramento obbligatori e sulla conformità degli enti che la erogano, nonché un confronto costruttivo e proficuo di tutti gli attori coinvolti a tutela della salute e sicurezza sul lavoro, in particolare in settori come quello edile e agricolo che da sempre sono i più coinvolti in incidenti anche mortali”.

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É urgente e non più rinviabile migliorare le verifiche ispettive in qualità, quantità e frequenza, anche attraverso l’incremento di personale ispettivo debitamente formato, sia per quanto riguarda l’Ispettorato del Lavoro, sia per i servizi di prevenzione dei servizi sanitari territoriali, e un canale di confronto con le rappresentanze dei lavoratori per la sicurezza territoriali, confederali e di categoria.

Fillea, Filca, Feneal provinciali ritengono ormai improcrastinabile attivare tutte quelle misure a qualsisia livello istituzionale, per far sì che il settore edile cessi di avere il terribile primato di infortuni gravi e mortali. Flai, Fai, Uila di Parma da tempo sono impegnate nell’istituzione della figura del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza territoriale per il settore agricolo, figura ormai non più rinviabile e necessaria per prevenire incidenti in un settore fortemente a rischio per la tipologia di lavoro. Si auspica che le autorità di vigilanza intraprendano un percorso di controlli serrati, quotidiani e mirati, a garanzia della salute e della sicurezza di chi opera quotidianamente nei luoghi di lavoro. La salute e la sicurezza devono diventare un vincolo per esercitare l’attività d’impresa.

Per parte loro le segreterie confederali di Cgil, Cisl e Uil, unitariamente e con forza, si associano alle richieste delle categorie coinvolte. “La consapevolezza piena dei rischi insiti in ogni lavoro, il corretto utilizzo dei dispositivi di protezione, la sensibilizzazione dei datori di lavoro sui loro obblighi e le loro responsabilità in materia di sicurezza e salute sono le uniche, semplici strade per fermare il conto delle vite spezzate sul lavoro, che a Parma, negli ultimi anni, purtroppo, registrano un saldo terribile: dieci vittime in media per anno. Un unanime abbraccio alla famiglia di Vincenzo, ai suoi cari e a tutti i colleghi di lavoro”.

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