Numeri shock nei dati pubblicati dall’Inps sulla cassa integrazione. In Lombardia il numero che emerge è quello che si registra nel confronto tra l’utilizzo della cassa integrazione straordinaria nel periodo gennaio-marzo 2025, quando furono autorizzate 7.385.980 ore, e lo stesso periodo del 2026, nel quale le ore autorizzate sono diventate 12.718.676, segnando una crescita del 41,92%.

Crisi e riorganizzazione derivanti anche dal calo dell’export che impiega 4 lavoratori su 10 nelle produzioni lombarde

Valentina Cappelletti, segretaria generale della Cgil Lombardia (Facebook Cgil Lombardia)

Nella stessa analisi la Cgil regionale sottolinea anche l’andamento del ricorso al contratto di solidarietà, rispetto alle altre causali dell’utilizzo della cassa straordinaria, perché, a differenza di quanto avvenuto lo scorso anno, oggi a crescere più velocemente sono le causali “crisi e riorganizzazione” anziché la “solidarietà”; quindi, il rischio per l’occupazione è decisamente più elevato.

“L’economia produttiva della Lombardia è molto dipendente dall’export – dichiarano Valentina Cappelletti, segretaria generale della Cgil Lombardia, e Ivan Comotti, segretario con delega al mercato del lavoro –, pertanto il forte rallentamento di intere filiere produttive ha effetti diretti sull’esplosione della cigs”. In Lombardia quattro lavoratori su dieci varcano la soglia delle fabbriche per lavorare a produzioni che sono destinate all’export.

Anche in Lombardia le famiglie assediate dalla crescita della cassa integrazione e dall’aumento dei prezzi non arrivano alla fine del mese

“Se – continuano Cappelletti e Comotti – sommiamo la dinamica salariale di per sé stagnante, l’aumento delle ore di cassa integrazione straordinaria, l’aumento del prezzo medio del carrello alimentare, l’aumento dei carburanti e delle utenze abitazioni, legato alla prevalenza della componente delle fonti fossili nella determinazione del prezzo dell’energia e alla instabilità scatenata dal conflitto contro l’Iran, e i costi ormai elevatissimi per l’accesso ad alcuni beni essenziali come la casa e le cure mediche, si verifica una riduzione consistente del potere di acquisto reale delle famiglie che moltiplica il rischio di non arrivare a fine mese”.

Cgil Lombardia: “Urgente investire in politiche industriali per modificare l’attuale modello produttivo”

“In questo momento servono investimenti in politiche industriali (soprattutto ora che il Pnrr terminerà la sua azione) per modificare l’attuale modello produttivo – continuano Valentina Cappelletti e Gabriele Rocchi, segretario con delega alle politiche industriali –, delineandone uno nuovo, organico e compatibile con le transizioni ambientali e digitali, capace di tenere insieme sviluppo, innovazione, coesione sociale e giustizia distributiva. L’obiettivo deve essere quello di riflettere con coraggio sui vincoli del nostro sistema produttivo e di selezionare gli investimenti sui segmenti dell’innovazione in cui la competizione assuma seriamente i vincoli della sostenibilità ambientale e sociale.”

Per questo, l’Assemblea nazionale delle delegate e dei delegati dell’industria della Cgil convocata a Roma il 23 aprile per discutere de “Il ruolo del lavoro, per nuove e sostenibili politiche industriali”, si confronterà su quali siano le politiche industriali di cui il nostro Paese ha bisogno e sull’urgenza di attuarle in tempi brevi. Spazio a lavoratrici e lavoratori che porteranno il loro contributo sulle grandi trasformazioni in atto, temi sui quali nel pomeriggio dialogheranno il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, e il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini. 

Leggi anche