Continua la mobilitazione contro la riforma degli istituti tecnici. La Flc Cgil ha proclamato lo sciopero degli scrutini tra il 13 e 21 giugno. Una vertenza che ha già fatto registrare diverse forme di lotta, a partire dallo sciopero del 7 maggio, fino all'astensione da tutte le prestazioni aggiuntive orarie dal 22 maggio al 21 giugno 2026 e la sospensione delle adozioni dei libri di testo. Obiettivo della protesta è il ritiro o, in subordine, il rinvio della riforma degli istituti tecnici.

Meno scuola, più flessibilità legate alle esigenze delle imprese del territorio, formazione scuola-lavoro (la vecchia alternanza) anticipata al secondo anno e stop al biennio unico. Sono questi i cardini del decreto di riforma degli istituti tecnici che la segretaria generale del sindacato della conoscenza Gianna Fracassi ha definito “inutile e dannosa”.

Tutti i tagli

Molto interessante, da questo punto di vista, scendere nel dettaglio dei tagli. Nell’area generale (cioè quella seguita da tutti gli studenti, a prescindere dagli indirizzi scelti) ci sarà la riduzione complessiva di 132 ore rispetto al modello precedente, la sottrazione di 33 ore di lingua italiana e di ben 132 ore di scienze integrate. Nella parte flessibile del curricolo nell’arco del quinquennio si sottraggono ben 561 ore dalle discipline di base che caratterizzano l’indirizzo per destinarle alla quota di curricolo a disposizione della scuola.

A questa riduzione, inoltre, va aggiunta, anche la sottrazione di altre 66 ore di discipline dal curricolo del V anno che viene ridotto a 990 ore a fronte delle 1056 ore complessive del modello precedente. Complessivamente, dunque, la quota orario spettante alle singole discipline subisce nel quinquennio una riduzione pari a 627 ore.

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Tra le discipline più penalizzate rientrano, nel settore economico geografia e le lingue straniere. Nel settore tecnologico perdono ore, tra le altre, le scienze sperimentali con una riduzione di 231 ore e tecnologia e tecniche di rappresentazione grafica che vengono in pratica dimezzate.

In entrambi i settori (economico e tecnologico) perdono ore le discipline tecniche, quelle più caratterizzanti e professionalizzanti, oltre alle scienze e a complementi di matematica, contraddicendo la finalità solo retorica che parla di diffusione delle discipline Stem.

Tutto per le imprese

Non solo: è prevista una quota oraria di flessibilità maggiore che la scuola potrà utilizzare per aderire, sta scritto proprio così nel decreto, alle “esigenze formative delle imprese”.

La Flc Cgil ha indirizzato ai capigruppo parlamentari del Senato e della Camera una richiesta di incontro urgente e, successivamente, ha predisposto emendamenti al decreto-legge 144 del 23 settembre 2022, il provvedimento che ha introdotto modifiche ordinamentali agli istituti tecnici.

Lo sciopero sarà effettuato dal personale docente impegnato negli scrutini finali con esclusione degli scrutini propedeutici allo svolgimento degli esami conclusivi dei cicli di istruzione.