“Le notizie relative alla presunta chiusura dell’accordo tra gli attuali azionisti pubblici di Industria italiana autobus (Iia) e il gruppo Seri per la cessione a quest’ultima dell’azienda produttrice di autobus insediata a Flumeri (Avelino) e Bologna lasciano interdetti”. A dirlo sono Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm Uil, Fismic e Ugl: “Questo a fronte del fatto che solamente il 23 aprile scorso, nel corso di un incontro al ministero delle Imprese, era stato concordato un ulteriore incontro il 23 maggio in cui poter avere un effettivo confronto”.

I sindacati hanno “continuato a chiedere un reale coinvolgimento nella difficile partita dei nuovi assetti societari”, dichiarandosi £non disponibili ad accettare una decisione senza conoscere le reali volontà dei nuovi soggetti e il loro piano industriale. Non saremo disponibili ad accettare a scatola chiusa la decisione del governo. In questi ultimi mesi i lavoratori hanno scioperato e manifestato presso il ministero tre volte per rivendicare il diritto ad avere voce in capitolo sul futuro dei due stabilimenti e del loro posto di lavoro”.

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Fiom, Fim, Uilm, Fismic e Ugl rilevano che “la decisione a chi cedere la società (o quote di essa) spetta certamente agli azionisti, ma Iia è a maggioranza pubblica. Inoltre, a fronte delle vicissitudini che la stessa ha vissuto fin dalla sua nascita, sono state la resistenza e la tenacia dimostrata dai lavoratori che hanno permesso all’azienda di continuare a produrre. Dunque oggi il governo dovrebbe dimostrare maggiore rispetto e ascoltare i lavoratori, i delegati e i sindacati”.

I sindacati così concludono: “Noi chiediamo che l’azionista pubblico non lasci Iia, questa per noi è una condizione imprescindibile. Il governo dovrà porre la propria garanzia per il rilancio dell’azienda, la salvaguardia occupazionale e il mantenimento della produzione in entrambi gli stabilimenti. Altre strade non stanno condivise e saranno quindi contrastate”.