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La Bonfiglioli Riduttori ha comunicato durante l’incontro presso la Regione Emilia-Romagna di venerdì 13 febbraio un progetto di automazione del magazzino che comporterebbe oltre 60 esuberi tra il personale dell’appalto Bcube e del subappalto Client Solution nel sito di Calderara (Bologna). A denunciarlo è Fiom Cgil di Bologna.
Secondo il sindacato la decisione dell’azienda (guidata dalla presidente di Confindustria Emilia Centro Sonia Bonfiglioli) è stata comunicata senza confronto con le Rsu elette nello stabilimento, senza comunicazione alle organizzazioni sindacali e senza illustrare i dettagli dell’investimento e gli impatti sull’organizzazione del lavoro.
Le Rsu di Bonfiglioli, Bcube e Client Solution hanno indetto due ore di sciopero e svolto un’assemblea ai cancelli. L’assemblea ha dato mandato di aprire lo stato di agitazione, proclamare il blocco degli straordinari e un primo pacchetto di 24 ore di sciopero. Nel 2024 erano state fatte 24 ore di sciopero per la reinternalizzazione di parte delle attività che aveva generato otto esuberi, gestiti poi con un accordo.
Fiom: “Investire in automazione non deve comportare esuberi”
“Il fatto che la nostra azienda pensi che un investimento in automazione debba portare a delle uscite è un precedente pericoloso”, commenta Giamplacido Ottaviano (Rsu Fiom Bonfiglioli): “Mobilitarci insieme ai colleghi in appalto è fondamentale per il nostro futuro”.
“Non possiamo arrenderci all’idea che gli investimenti sull’innovazione, tanto più se sostenuti con incentivi pubblici, siano lo strumento per contrarre occupazione”, aggiunge il segretario organizzativo Fiom Cgil Bologna Pasquale Di Domenico: “Abbiamo chiesto con urgenza un tavolo istituzionale in cui Bonfiglioli fornisca tutte le informazioni e apra un confronto garantendo continuità occupazionale”.























