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Non sono andate bene le trattative al tavolo promosso dalla Regione Emilia-Romagna per trovare una mediazione sulla vertenza Industria Chimica Reggiana. L’azienda, controllata dalla multinazionale americana Ppg, ha confermato la decisione di procedere con 54 esuberi dichiarati “a freddo” il 6 febbraio e di dismettere il sito di Reggio Emilia.
Secondo la Filctem Cgil provinciale, la società ha ribadito di non essere interessata ad accedere agli ammortizzatori sociali e di voler spostare la produzione di stucchi in altri stabilimenti, giudicando la storica sede del Villaggio Crostolo poco redditizia e obsoleta. Una posizione definita dal sindacato “a dir poco risibile” e priva di alcuna assunzione di responsabilità.
“Macelleria sociale”
“Siamo sconcertati: 54 persone, dall’oggi al domani, messe su una strada e il massimo che l’azienda ha saputo dirci è che è stata una decisione difficile da prendere”, denuncia Erica Morelli, segretaria generale della Filctem di Reggio Emilia.
Il sindacato ha chiesto il ritiro della procedura di licenziamento, l’attivazione di ammortizzatori sociali conservativi e l’apertura di un confronto di merito sulle cause degli esuberi. “Noi a una trattativa non ci sottraiamo, ma respingiamo questo atto unilaterale che sa molto di macelleria sociale”, aggiunge Morelli.
Le istituzioni contro Icr
Le istituzioni hanno fatto fronte comune in difesa delle lavoratrici e dei lavoratori, presenti al presidio sotto la sede della Regione. Per la Filctem Cgil è inaccettabile, soprattutto in Emilia Romagna, la totale assenza di responsabilità mostrata da Icr e il mancato rispetto verso il sindacato e le istituzioni.
L’assessore regionale Giovanni Paglia ha duramente stigmatizzato l’atteggiamento dell’azienda, ricordando che relazioni sindacali corrette rappresentano un pilastro del modello produttivo regionale. Non si esclude che la vertenza approdi anche sul tavolo del ministero delle Imprese e del made in Italy.
Sciopero e salto di qualità nella mobilitazione
Lo sciopero permanente continuerà almeno fino alla fine della settimana. “È chiaro che una situazione così difficile prevede anche un salto di qualità delle azioni di lotta, che intendiamo discutere con i lavoratori”, sottolinea Morelli.
Il sindacato accusa la multinazionale di incoerenza rispetto alla propria comunicazione pubblicitaria. “Vogliamo togliere la maschera a una multinazionale che dice di voler abbellire il mondo con i suoi prodotti. Se la loro idea di bellezza si fonda sul brutalizzare la dignità dei dipendenti, noi non ci stiamo”, conclude la segretaria generale della Filctem di Reggio Emilia.























