Oggi, mercoledì 18 febbraio, sciopero dell’intero turno di lavoro alla Gambro/Vantive di Medolla, in provincia di Modena. Lavoratrici e lavoratori incrociano le braccia contro la decisione di mettere in vendita lo stabilimento, annunciata dai manager corporate in rappresentanza del fondo americano Carlyle al tavolo regionale. Dalle 8 alle 16 è in programma un presidio davanti ai cancelli del sito di via Modenese 66, con l’invito rivolto ai sindaci dei Comuni dell’Area Nord a partecipare alla mobilitazione.

Prime 8 ore di una mobilitazione più ampia

La giornata di oggi rappresenta solo il primo passo. L’assemblea dei lavoratori ha approvato all’unanimità un pacchetto di 40 ore di sciopero, segnale di un conflitto destinato a salire di intensità se non arriveranno risposte sul futuro industriale del sito. Una mobilitazione che mette al centro la difesa dell’occupazione e delle competenze costruite in decenni di attività.

Vendita senza certezze su tempi e acquirenti

L’incertezza resta totale. Non è chiaro se la vendita riguarderà l’intero stabilimento o solo una parte, né a chi e quando sarà ceduto. Un vuoto di informazioni che alimenta la preoccupazione tra gli oltre 500 addetti e tra le organizzazioni sindacali, che denunciano l’assenza di una strategia industriale e il rischio di uno smantellamento progressivo del sito.

Un pezzo di storia del distretto biomedicale

Per Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, insieme alla Rsu, lo stabilimento di Medolla è un pilastro del distretto biomedicale modenese, un patrimonio di competenze, filiere e lavoro che non può essere sacrificato a logiche finanziarie. L’ipotesi di vendita senza un progetto industriale viene letta come una minaccia non solo per i lavoratori, ma per l’intero sistema produttivo locale.

Appello al ministero e alle istituzioni

Sindacati e lavoratori chiedono il sostegno di tutti gli interlocutori istituzionali, a partire dal ministero delle Imprese e del made in Italy. L’obiettivo è trovare acquirenti seri, capaci di investire nello sviluppo e garantire la tutela occupazionale.