Quaranta pullman, con oltre 2.000 lavoratori, partiranno dalla Campania per partecipare, venerdì 15 marzo, allo sciopero generale degli addetti delle costruzioni, in piazza del Popolo, a Roma, proclamato unitariamente da Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil, con lo slogan “rilanciare il settore per rilanciare il Paese”. Obiettivo, quello di riportare l’attenzione su uno dei settori produttivi più colpiti dalla crisi economica degli ultimi anni, con aziende che rischiano di chiudere e numerose vertenze, nazionali e locali, ancora aperte e dove si registra un continuo calo dell’occupazione e degli investimenti.

"Fillea, Filca e Feneal Campania chiedono l'avvio delle opere – spiegano in una nota i segretari generali delle tre categorie, Enzo Maio, Giovanni D’Ambrosio, Andrea Lanzetta –, lo sbocco degli investimenti, una maggiore qualità del lavoro e del sistema di impresa, incentivi per il lavoro e nel lavoro, un piano di lavoro straordinario per la messa in sicurezza delle strade, dei viadotti, del territorio e un nuovo piano di infrastrutture materiali e immateriali più efficaci misure per le politiche abitative".

Altro tema al centro della manifestazione, quello della sicurezza sui luoghi di lavoro. Nei primi tre mesi dell’anno, in Campania, si sono già registrate 13 'morti bianche', di cui 7 solo a Napoli e provincia. "Chiediamo il rafforzamento del sistema di controllo e vigilanza, in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, diventati ormai luoghi di sciagure e drammi familiari, un sistema di verifica e di controllo, affinché a parità di lavoro possa corrispondere parità di contratto e di salario, contrastando ogni forma di dumping contrattuale".

Sul piano regionale, i tre segretari confederali Nicola Ricci, Doriana Buonavita e Giovanni Sgambati, insieme alle categorie, chiedono alla giunta campana “l’insediamento di un tavolo istituzionale permanente per il rilancio e la riqualificazione del settore delle costruzioni, che negli ultimi dieci anni ha perso circa 60.000 posti di lavoro, all’interno di un progetto di manutenzione, prevenzione e rigenerazione, con il ruolo attivo delle istituzioni locali, delle grandi imprese, delle grandi stazioni appaltanti pubbliche, dei soggetti finanziari e dei lavoratori tutti del settore”.