Il risultato è storico: superate le mille tessere Fiom Cgil. Per la precisione: 1.005 (su complessivi 2.300 dipendenti, più 350 somministrati). A queste vanno aggiunti altri 500 iscritti (su circa mille lavoratori) alle varie categorie Cgil relative alle figure professionali (dalla logistica alle pulizie, tanto per intenderci) presenti nelle ditte esterne che operano nello stabilimento Lamborghini di Sant’Agata Bolognese (Bologna).

“Fino all’anno scorso le tessere si aggiravano intorno alle 800-850, quest’anno abbiamo fatto il grande salto”, spiega Luca Zoboli, 40 anni, da oltre 16 nella storica azienda (fu fondata nel 1963) con il ruolo di addetto ai sistemi digitali di produzione. Zoboli è anche delegato sindacale Fiom, nonché presidente dell’Assemblea generale della Cgil Bologna.

Un balzo in avanti dovuto in larga parte al contratto integrativo aziendale siglato il 4 dicembre 2023. “In quell’accordo – continua – abbiamo sottoscritto l’inizio della sperimentazione della settimana corta, passando da 35 a 32,5 ore settimanali, lavorando in pratica un venerdì sì e uno no, per complessive 22 giornate di lavoro in meno all’anno per il personale di produzione che lavora su due turni”.

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Vanno anche segnalati gli aumenti salariali cospicui, l’ottenimento della quindicesima mensilità, il programma di 500 assunzioni a tempo indeterminato, più l’importante lavoro svolto in favore del miglioramento delle condizioni materiali delle aziende esterne in appalto”.

In totale, dunque, sono 1.600 gli iscritti Cgil alla Lamborghini di Bologna. In larghissima parte giovani, considerato che l’età media in azienda è di 40 anni. “Un risultato che premia – prosegue – l’incessante impegno di delegate e delegati, che si traduce in risultati concreti e tangibili. E che si sostanzia nel Coordinamento di sito che riunisce tutte le Rsu, mettendo assieme operai e personale della logistica, pulitori e addetti al museo e alle visite, facchini e manutentori”.

Quest’accordo è frutto di una “pratica della partecipazione che è sempre stata presente in Lamborghini. Un’azienda dal clima positivo, dal dialogo sincero e aperto, in cui le intelligenze dei lavoratori, veicolate dalla delegazione sindacale, sono usate per creare prodotti di eccellenza”.

Zoboli, in conclusione, evidenzia che “quando azienda e lavoratori collaborano, avendo lo stesso obiettivo, si raggiungono risultati importanti, che poi portano alla giusta redistribuzione della ricchezza ottenuta. Con la casa madre si è sviluppato nel tempo un vero approccio partecipativo su tutti i temi. In Italia forse siamo un’eccezione, ma possiamo essere un ottimo esempio per tante altre realtà produttive”.