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L'iniziativa

Trasporto aereo, uno sguardo al futuro

Foto: Agenzia Sintesi
Guido Barcucci
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La terza tavola rotonda per i quarant'anni della Filt. Un confronto con esperti del settore e le sfide del sindacato. L'allarme di Fabrizio Cuscito (Filt): "Negli ultimi anni c'è stata una crescita esponenziale del settore ma contestualmente è stato destrutturato il lavoro"

 

 

“Ognuno, istituzioni, enti di controllo, associazioni datoriali dovrà fare la propria parte”. Questo l’invito che il segretario nazionale della Filt Cgil Fabrizio Cuscito ha rivolto ai rappresentanti ed esperti del settore del trasporto aereo, Francesca Isgrò presidente Enav, Alessio Quaranta, direttore generale Enac, Vito Mangano, direttore generale Assohandlers e Gaetano Intrieri, docente universitario esperto di trasporto aereo, intervenuti alla tavola rotonda, moderata dal direttore di Avionews, Natale Brunetto, organizzata nell’ambito delle celebrazioni per i 40 anni della Filt Cgil.

"È un momento difficile e complicato per il trasporto aereo - ha evidenziato nella sua introduzione Cuscito - ma dobbiamo superarlo. Il settore in Italia è altamente professionalizzato ed esprime un know how di livello mondiale. Negli ultimi anni c'è stata una crescita esponenziale del settore ma contestualmente è stato destrutturato il lavoro anche perché nel nostro Paese non si è fatta una politica industriale del trasporto aereo. Per questo serve elaborare congiuntamente un ragionamento che guarda al futuro e su come uscire da questo momento di crisi. E sarà molto importante quello che potrà fare il sindacato".

Francesca Isgrò, presidente di Enav ha evidenziato come “in questa fase la priorità e l’impegno dell’ente è stato rivolto a garantire lo svolgimento di servizio pubblico nel trasporto aereo, assicurando il trasporto di materiale e personale medico ed i beni di prima necessità. Altra priorità la sicurezza dipendenti e lo svolgimento del servizio in sicurezza. Il futuro non è semplice e stiamo avviando progetti per uscire dalla tempesta ma la pandemia può essere un’occasione per una riforma di ampio respiro con il contributo di tutti”.

La necessità di un impegno da parte di tutti per uscire dalla crisi è stata richiamata nel suo intervento da Vito Mangano che rappresenta le aziende che assicurano i servizi di handling negli aeroporti: “Noi insieme alle realtà che fanno attività di catering rappresentiamo i soggetti più deboli e ora chiediamo alle compagnie e agli aeroporti di fare sistema e di attivare misure utili per rimetterci all’interno della filiera e del mercato. Vanno anche sensibilizzate anche le istituzioni che finora non ci hanno ascoltato. Se le regole verranno rispettate da tutti, forse riusciremo a uscire dalla crisi”.

Sugli scenari, anche a livello europeo post pandemia si è soffermato Alessio Quaranta dell’Enac: “Quando finiranno gli effetti dirompenti della pandemia, anche il 2021 si annuncia complicato, avremo un mondo diverso per il trasporto aereo nel quale si dovrà continuare a garantire la continuità degli spostamenti e la sicurezza. Siamo davanti a una crisi epocale non solo per gli effetti ma anche per la violenza e la sorpresa con cui si è manifestata. Il trasporto aereo è stato uno dei settori che ha sofferto di più per la pandemia. È stato qualcosa che ha sconvolto il settore. Serve un robusto intervento dei governi che significa mettere a disposizione del settore risorse per investimenti e misure armonizzate a livello europeo. Bisogna trovare la strada affinché le stesse misure di protezione siano applicabili ai diversi paesi”.

Su Alitalia è stato chiamato in causa come esperto del settore Gaetano Intrieri: “Tutto dipende da come sarà il nuovo trasporto aereo. La pandemia poteva rappresentare per Alitalia un’occasione per cercare di colmare il gap rispetto ai nuovi modelli del settore ma non è stato fatto. I lavoratori che sono l’anello più debole del mercato rischiano di pagarne le conseguenze”.

Proprio su Alitalia si è soffermato nelle sue conclusioni Fabrizio Cuscito sottolineando che “non si può fare la discontinuità della nuova compagnia sul numero di lavoratori e sul nome ma sul nuovo network, sul nuovo modello di business e sulla nuova flotta e le nuove rotte da coprire. I tre miliardi investiti in Alitalia devono essere un'opportunità infrastrutturale per tutto il Paese. La nuova compagnia deve essere un volano per tutto il resto del settore”. E rivolgendosi con un messaggio al neo amministratore delegato Fabio Lazzerini, il segretario nazionale Cuscito ha evidenziato che “a breve ci aspettiamo una convocazione per un incontro con le parti sociali” e che soprattutto “è arrivato il momento di ragionare in un'ottica di squadra perché da soli non si va da nessuna parte. L'epoca dell'uomo solo al comando dai pieni poteri è ampiamente tramontata. Solo con le alte competenze di tutti possiamo uscire da questa palude. L'Italia non ha tantissime materie prime ma ha le menti, il know-how e le professionalità del settore e questo deve essere il nostro punto di forza”.

La prima tavola rotonda:
Tra occupazione e contratto
La necessità di sostenere i porti

La seconda tavola rotonda:
Il trasporto pubblico locale