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Come giudichereste un professore di liceo che alla richiesta di una spiegazione di un proprio studente alla vigilia del suo primo voto rispondesse “No comment”? È la pretesa, neanche troppo strisciante, che è stata avanzata ai docenti del Liceo Classico cittadino di Cesena, il Liceo Monti, cui è stata recapitata la comunicazione della prefettura, avente ad oggetto il referendum, in cui si legge: “è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione, a eccezione di quelle effettuate in forma impersonale e indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.
La caccia alle streghe: dal questionario per denunciare i professori di sinistra all’avvertimento sul referendum
“Un avvertimento”, è stata la reazione dei docenti. Un altro passaggio minaccioso che segue quello di poche settimane fa in cui, anche a Cesena, Azione Studentesca, organizzazione riconducibile ai giovani di Fratelli d’Italia, ha diffuso un questionario che invitava a segnalare professori con idee di sinistra.
Una caccia alle streghe per serrare i ranghi a poco più di un mese da un referendum il cui esito avrebbe ripercussioni decisive sulla Giustizia nel nostro Paese e un grande impatto sugli equilibri politici.
I professori del Monti: “Un docente è istituzionalmente tenuto a occuparsi di educazione civica”
Per tutta risposta un gruppo di professori del Monti, con coraggio, ha reagito dando vita a una raccolta firme contro questa posizione “sbagliata e inaccettabile, rivendicando libertà di pensiero e di insegnamento”. E in poco tempo sono state circa 50 le adesioni. Una decisione accompagnata da un comunicato riportato oggi, 13 febbraio, dal Corriere di Romagna: “I professori che hanno deciso di mobilitarsi – si legge sul giornale –concordano sul principio che non si debbano utilizzare istituzioni pubbliche per orientare il voto dei cittadini. Ma si sentono offesi da quella che avvertono come una insinuazione velenosa, e cioè che docenti selezionati tramite un concorso pubblico organizzato dallo Stato intendano ‘fare propaganda politica a favore di un sì o di un temuto no’, come hanno scritto nella lettera aperta alle sottoscrizioni di chi considera inopportuna e invasiva la comunicazione diramata dalla Prefettura”.
“Soprattutto fanno notare che ‘un docente è istituzionalmente tenuto a occuparsi di educazione civica. Disattenderebbe al suo stesso mandato se si rifiutasse di rispondere a domande in relazione al referendum, ai motivi dello stesso e all’esposizione delle regioni delle due posizioni contrapposte. Ergo riteniamo che la comunicazione del prefetto sia nella migliore delle ipotesi inutile e nella peggiore strumentale ad altri fini’. Viene infine ricordato al rappresentante del governo che ‘gli articoli 21 e 33 della Costituzione, libertà di manifestazione del pensiero e libertà d’insegnamento, trascendono qualsivoglia volontà governativa o prefettizia’”.
Fiorentini, Flc Cgil Forlì Cesena: “Clima allarmante, siamo al fianco dei professori del Liceo Monti”
“Ad allarmare è un clima diffuso di sospetto e velata minaccia – commenta il segretario generale della Flc Cgil Forlì cesena, Alexander Fiorentini –. Noi condividiamo la posizione espressa dai docenti nella lettera aperta e siamo al loro fianco. È inaccettabile che si metta a tacere la loro libertà di insegnamento, di pensiero, e che si pretenda di vietare loro certi temi di discussione, nonostante l’educazione civica rientri nei doveri di un professore, tenuto a rispondere a eventuali domande degli studenti”.

























