Prima del conflitto nella Striscia di Gaza erano attive 23 stazioni radio locali, dopo il 7 ottobre sono state tutte distrutte o silenziate. Oggi, una di queste è tornata in onda: Zaman FM. Dopo quasi due anni di silenzio forzato, l’emittente trasmette di nuovo da Gaza City, tra macerie e infrastrutture devastate. Gli studi sono gravemente danneggiati, le attrezzature ridotte al minimo, l’antenna appoggiata a un balcone.

Eppure il segnale è tornato a diffondersi nell’etere, portando musica e informazione locale in un contesto in cui elettricità, servizi e collegamenti restano limitati. In un territorio segnato dalla crisi umanitaria, la radio rappresenta uno strumento fondamentale per diffondere aggiornamenti sanitari e indicazioni sui servizi che stanno lentamente riprendendo. Ogni mattina, davanti a un microfono impolverato, il direttore Al-Sharafi continua a informare e incoraggiare la popolazione.

A sottolineare il valore simbolico di questo ritorno è Andrea Borgnino, conduttore di Interferenze su Radio3 Rai: “Se dobbiamo immaginare un modo per festeggiare la Giornata Internazionale della Radio è proprio questo: il ritorno in onda di una stazione radio a Gaza. Trasmette informazioni utili in un momento in cui a Gaza manca praticamente tutto. Speriamo sia solo la prima di una serie di stazioni che torneranno a trasmettere. Vale la pena ricordare, ad esempio, ciò che fece la Bbc all’inizio dei bombardamenti: attivò un trasmettitore a onde medie da Cipro per trasmettere in arabo verso Gaza e rompere l’isolamento informativo. Lunga vita a Zaman FM, il miglior modo per festeggiare questa giornata”.

In una Gaza che prova lentamente a rialzarsi, la radio torna così a essere non solo un mezzo di comunicazione, ma un segnale concreto di resistenza e speranza.